ANNALISA BASSO IN ARTE <br> BLACK BIJOU
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ANNALISA BASSO IN ARTE
BLACK BIJOU

È un filo sottile fatto di passamanerie, piume e lustrini quello che lega la seduzione all’ironia in un’arte che lascia emergere una femminilità creativa, spesso fuori dagli schemi. E dove tutte le sfumature dell’essere donna si tingono di colori cangianti, grazie all’uso del corpo e a un modo leggero e sofisticato di esprimere carattere e personalità. È intrattenimento sensuale e malizioso condito da un’immancabile sorriso, il Burlesque. Un’arte di cui abbiamo parlato con la ragusana Annalisa Basso, in arte la burlesque perfomer Black Bijou

 

Foto Marcello Bocchieri

 

Se nell’Inghilterra vittoriana era parodia ammiccante tendente al soft striptease oggi è moda irriverente, che per alcune performer si connota come un gioco e per altre diventa un vero e proprio stile di vita. Fenomeno di nicchia alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, questo genere si è aperto progressivamente al grande pubblico in un revival che è stato fonte d’ispirazione per il cinema, lo spettacolo, la danza, il teatro, la musica e l’abbigliamento e che è divenuto oggetto di culto da parte di ballerine, soubrette, attrici, artiste e coreografe. Quali sono i retroscena, le tendenze e le curiosità di questo mondo scintillante? Di quale significato si carica oggi la figura della burlesque perfomer? E perché è un genere di spettacolo che piace soprattutto alle donne? A queste e molte altre domande ha risposto la ragusana Annalisa Basso che in arte è la burlesque perfomer Black Bijou. Pasties, maschere, mantelli, tacchi vertiginosi, pizzi e merletti. E poi una katana, degli attrezzi per la “danza del fuoco”, degli abiti biomeccanici, realizzati con materiali di riciclo, che diventano delle vere e proprie istallazioni da indossare. Più in là sul pavimento, delle ballerine. Aprendo un’altra anta dell’armadio, degli abiti semplici e anche una muta da sub. È questo quello che ho trovato sbirciando nella cabina che Annalisa condivide con Black Bijou. Il guardaroba, si sa, è specchio della personalità. Nel nostro caso però è molto di più, è una finestra spalancata da cui affacciarsi per guardare con curiosità e fascinazione il variopinto e sfavillante universo del New Burlesque. Estroversa e solare, Annalisa all’età di 4 anni inizia a danzare con la stessa grazia con cui oggi si esibisce disinvolta sul palcoscenico. A diciotto anni lascia la Sicilia, come tante coetanee, per frequentare l’università. La sua destinazione è Roma. Qui si specializza in Storia del Cinema e del Restauro cinematografico. Qui la sua vera passione, quella per la danza, si alimenta e si fortifica nello studio e nella pratica della Raqs sharqi, comunemente conosciuta come danza del ventre, e della Tribal fusion. È un amore che permea ogni aspetto del suo essere, che esalta la sostanza della sua personalità, che delinea le forme in cui si esprime la sua femminilità. Da qui all’Accademia dell’Arte Burlesque del “Micca Club” il passo è stato naturale e consequenziale. E da lì ritornare a casa, a Ragusa, è stata una necessità vitale per sentirsi libera di girare il mondo con una valigia colma di un’arte, la sua, che si nutre costantemente di nuove tecniche e culture per oltrepassare il concetto di spettacolo legato a un singolo genere e permetterle di realizzare le istrioniche performance di Black Bijou.

Annalisa, di quale significato si carica oggi, secondo la tua esperienza, la figura della burlesque perfomer?

Dietro ogni spettacolo c’è uno studiostorico e filologico del personaggio che si sente dentro e che si vuole interpretare. Avere una buona tecnica è la base, poi credo che ognuna di noi, per riuscire a suscitare emozioni, debba percorrere la propria strada e seguire un’evoluzione personale slegata dalle mode del momento. La burlesque performer è oggi un’artista che ha qualcosa da dire, che non vuole solo intrattenere ma che cerca anche di far riflettere il suo pubblico attraverso il messaggio che si prefigge di comunicare.

Quale l’aspetto del Burlesque che più ti ha affascinato?

Le forme sinuose che riescono a esprimere una dimensione intima, quasi mistica, della sensualità. Non è togliersi l’abito in sé per sé, ma è come te lo togli che fa la differenza.

Cosa prova Annalisa quando porta sul palcoscenico Black Bijou?

Salire su un palcoscenico è per me come mettersi completamente a nudo, non importa che tu abbia o meno i vestiti, è la tua anima che si disvela attraverso un’energia che nella vita di tutti i giorni non hai. E nel momento in cui riesci a dominare le tue sensazioni e ad amalgamarle con quelle del pubblico si crea una magia indescrivibile. Io mi emoziono sempre. E meno male. Vuol dire che il mio percorso di evoluzione interiore come artista e come donna è in continuo divenire. In fondo nella vita di tutti i giorni sono un pochino come nei miei spettacoli. L’unica differenza è che mi vesto normalmente e non mi piace assolutamente essere eccessiva, anche se ogni tanto non guasta osare un po’.

Ti è mai capitato di trovarti, durante uno spettacolo, in una situazione di imbarazzo?

Mai. Sono sempre stata consapevole di quello a cui potevo andare incontro. A causa di una scarsa scolarizzazione delle arti performative è difficile all’inizio far capire al pubblico che non sei una spogliarellista. A volte piovono commenti abbastanza coloriti e si viene guardate con un po’ di diffidenza. Ma poi con un sorriso al momento giusto si sistema tutto.

Come hanno reagito i tuoi genitori di fronte alla tua scelta?

Sono state le prime persone a cui l’ho detto. Erano con me quando ho ricevuto la telefonata in cui mi comunicavano che avevo vinto la borsa di studio per frequentare l’Accademia del Micca Club. E loro sono stati meravigliosi. Non hanno mai remato contro la mia scelta, mi hanno sempre sostenuta e lasciata libera di esprimere me stessa.

Il tuo fidanzato, invece, è geloso di Black Bijou?

Assolutamente no. Lui è un produttore musicale e quindi è abituato a questo mondo. Mi supporta, mi aiuta, mi segue. Non esiste la gelosia quando sono sul palco

E fuori dal palco?

(nda: sorride) Geloso? Follemente!

Ma perché secondo te piace tanto il Burlesque?

Perché si riesce a mostrare il corpo, fonte di inesauribile curiosità da parte del pubblico, senza essere mai volgari. Ci si lascia andare e si appare per quello che si è apprezzando e facendo apprezzare agli altri il piacere di superare certi stereotipi di perfezione ormai inflazionati e stigmatizzati. Il Burlesque ci riporta indietro nel tempo, è un inno all’amore e ai canoni di una bellezza elegante, florida, retrò.

Lo seguono più le donne o gli uomini?

Paradossalmente piace più alle donne. Riescono, infatti, a identificarsi maggiormente, rispetto agli uomini, nei miei personaggi che a loro volta sono donne forti e passionali, libere di affermarsi e di autodeterminarsi spezzando le catene delle convenzioni sociali come quelle che metaforicamente infrange la mia geisha con la sua katana.

Quale consiglio ti senti di dare alle tutte le nostre lettrici?

Chiudete gli occhi e sentite il vostro corpo in ogni sua singola parte. Poiguardatevi allo specchio, come se fosse la prima volta. Ogni donna è un meraviglioso mondo da scoprire. Per essere accettate e amate, o per diventare famose non si deve necessariamente essere belle secondo i canoni perfezionistici correnti. Sinceramente conosco moltissime ragazze formose che ballando riescono a esprimere una sensualità e un’eleganza fuori dal comune. C’è tanto tempo per mostrare le ossa. Mangiate, ridete, divertitevi e siate meno ossessionate dal vostro corpo.

E tu invece, che rapporto hai con il tuo corpo?

Non è una fissazione. Non faccio diete, mangio di tutto. Il segreto è allenarsi e stare bene con se stesse a livello spirituale. Il corpo, nel mio lavoro, è un mezzo espressivo e in quanto tale va curato, ma per riuscire a comunicare veramente il proprio universo interiore bisogna prima di ogni cosa nutrire l’anima.

0 0 2140 21 ottobre, 2014 People ottobre 21, 2014

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