ROSARIO DIBENNARDO, IMPRENDITORE MULTITASKING

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ROSARIO DIBENNARDO, IMPRENDITORE MULTITASKING

46 anni, originario di Comiso, sposato da quasi 14 anni con Lorella che sette anni fa gli ha dato due gemelli, Nunzio e Laura. E’ la vita familiare di Rosario Di Bennardo, imprenditore turistico del territorio ibleo, presidente della Federalberghi e presidente della Soaco, la società che si occupa della gestione dell’aeroporto. Una vita piuttosto intensa che racconta a Free Time…

Foto di Marcello Bocchieri

 

Rosario Di Bennardo è un figlio d’arte. Sono stati il padre Nunzio e lo zio Giovanni ad avvicinarlo all’attività della ristorazione, con l’apertura, negli anni ’60, dello storico bar che c’è all’ingresso di piazza Fonte Diana a Comiso. Padre e zio poi si sono dedicati anche all’attività di banchettistica, creando Villa Orchidea, oggi gestita da Rosario e dall’omonimo cugino, figlio dello zio Giovanni. Un passaggio di testimone in piena regola, consolidato negli ultimi anni, ma che affonda le radici già quando Rosario era adolescente e trascorreva tutte le vacanze estiva a lavorare. “Con mio cugino – ci ha spiegato Di Bennardo – abbiamo cercato di continuare l’attività dei rispettivi padri cercando di innovare la struttura che ci avevano consegnato nelle mani. Io sono molto pignolo, do tanto ma pretendo altrettanto dai miei collaboratori. Ho imparato che soprattutto nei servizi turistici deve esserci gioco di squadra E così se all’inizio accentravo tutto per timore che venissero commessi errori, oggi ho imparato a delegare non solo perchè mi fido pienamente delle persone con cui lavoro, ma anche perchè la mia agenda sta veramente scoppiando. Dunque ho dovuto fare di necessità virtù”.
In quale occasione ha ritenuto che la condivisione fosse l’unica arma a sua disposizione per ottenere un importante risultato?

Nel matrimonio. Sposando Lorella, ho capito che le scelte devono essere condivise. Insieme abbiamo compreso l’importanza di decidere tutto insieme, in particolare nell’educazione dei nostri figli. Io, per indole, sono una persona che darei tutto ciò che mi viene chiesto, figurarsi ai miei figli. Mia moglie invece preferisce far capire loro, fin da piccolini, l’importanza di ogni singolo oggetto. Per la verità, io per impegni di lavoro sto poco a casa, e dunque tendo ad accontentarli molto di più, per fortuna che Lorella prova ad arginarmi, e, nel confronto, troviamo il giusto equilibrio. Inoltre sfruttiamo e ci godiamo quei pochi momenti, considerata l’attività che svolgo, in cui siamo insieme tutta la famiglia. Quella domenica al mese, la sfruttiamo interamente pur di stare bene.

Da cosa è annoiato?

Provo una profonda noia quando si ritarda nel prendere le decisioni, mi innervosisce rimandare le scelte difficili, il tergiversare dei miei interlocutori rispetto una decisione che si sa bene che deve essere assunta e non si vuole assumere, rimandandola. In passato, per inesperienza e anche perchè mi sembrava di cattivo gusto, anche io tendevo ad allungare i tempi, poi mi sono imposto di modulare meglio il mio tempo. E così sono diventato diretto ed immediato nonostante alcune pillole amare da mandar giù. Mi ha formato molto in questo ambito l’esperienza associativa che mi ha messo a stretto contatto con altri imprenditori del mio stesso settore, con cui condividere gli stessi programmi, scambiare esperienze, imparando ad essere necessariamente risoluti.

Lei è notoriamente un imprenditore nell’ambito del settore turistico, ma Rosario Di Bennardo come si muove tra i mestoli della cucina di casa propria?

Mia moglie cucina divinamente e dunque lascio spazio a lei che è molto piu brava di me. Io ho già dato durante il periodo universitario non solo per me ma anche per i colleghi, avvantaggiato dalle ricette che mi fornivano i miei chef e dall’esperienza che avevo maturato a lavoro. Mio padre mi diceva sempre: “Vai dove vuoi, però sappi che appena termini gli studi da giugno fino a settembre, c’è da lavorare nella struttura di famiglia”. E dunque ho cominciato a fare il pasticcere e lavorare in cucina, magari non con ottimi risultati, ma mi impegnavo. E così quando sono arrivato in azienda, dopo la laurea, non ero il figlio del titolare che tentava di districarsi in un contesto che non conosceva, ma ero già uno di loro. Noi siamo sempre lì, nella nostra struttura, ieri come oggi. Io tutti i Capodanni della mia vita li ho trascorsi lavorando, tranne quello in cui mi sono sposato, ero in viaggio di nozze. C’è da dire, però una cosa. Io oggi posso svolgere tutte le attività che sono presenti nella mia vita, grazie all’impareggiabile e innegabile aiuto che mi viene fornito dai miei familiari che, coprono le mie tante assenze, impegnandosi ancor di più nel lavoro, e svolgendo anche le mansioni che spetterebbero a me.

Volere è potere. L’aeroporto di Comiso ne è un chiaro esempio. Cosa rappresenta per lei, intimamente, questo risultato?

E’ un motivo di orgoglio personale nonostante tutte le difficoltà incontrate. Oggi, essere riusciti a completare gli adempimenti e renderlo operativo, rappresenta la realizzazione di un sogno non solo mio ma di tutta la comunita iblea e non solo. Non vi nascondo che quando ho accettato la carica di presidente della Soaco, la societa di gestione dell’aeroporto, ritenevo fosse molto più semplice, ma cammin facendo mi sono reso conto di quanto fosse impegnativo questo ruolo. L’emozione più grande è avvenuta, lo scorso 18 aprile quando si è proceduto da parte di Enav alla pubblicazione delle mappe aeronautiche in tutto il mondo, con la dicitura che l’aeroporto sarebbe stato operativo il 30 maggio. Nei minuti successivi alla mezzanotte di quel 18 aprile, tutto il mondo ha saputo che Comiso c’era e lo scalo era operativo.

Cosa considera rilassante nella sua frenetica vita?

Cenare in compagnia degli amici piu cari è uno dei momenti in cui mi rilasso, non parlo di lavoro, ma mi godo la serata. Sullo stesso piano metto i viaggi compiuti con la mia famiglia. L’anno scorso siamo stati ad Eurodisney per quattro giorni, e vedevo che i miei figli, oltre a divertirsi, erano proprio stupiti nel vedermi di sera a cena con loro e, il mattino dopo, far colazione insieme.

Lei ha vissuto molti momenti all’interno di questa fondamentale infrastruttura per il territorio ibleo e la Sicilia sud-orientale, quale quello che l’ha commossa maggiormente?

Guardarmi intorno, immaginare ciò che era questa struttura la prima volta che vi ho messo piede e guardarla oggi, immaginando il percorso compiuto e soprattutto la nuova veste attribuita, diventa motivo di commozione. A cui si aggiunge il vedere uomini e mezzi prepararsi ed esercitarsi nelle procedure Enac, ossia quelle di sicurezza. Quando l’aereo ha fatto le prove di avvicinamento, volando a bassa quota, e in modo contestuale venivano controllate tutte le apparecchiature Enav, eravamo con il fiato sospeso, in quanto attendevano l’ok da parte della torre di controllo, che alla fine l’ha dato. Mi viene in mente, anche, il momento in cui era in atto il collaudo dell’Enac, e provavano tutti gli impianti, con la pista completamente illuminata. Ogni prova, con i gruppi elettrogeni, aveva la durata di appena undici secondi, ma credetemi sono stati interminabili e se ci fosse stata qualche anomalia, si sarebbero allungati ulteriormente i tempi. Con il cuore in gola, alla fine delle prove, abbiamo ricevuto lo sta bene!
Rosario Di Bennardo imprenditore, presidente della Soaco, presidente della Federalberghi, padre e marito… come conciliare tutte queste figure e questi ruoli piuttosto impegnativi?

Devo ringraziare la mia famiglia, mia moglie, i miei figli, e i miei soci-familiari che riescono a supplire alle mie assenze. Devo essere sincero, non riesco a conciliare tutti questi ruoli. Mi dedico, di volta in volta, ad uno di questi aspetti singolarmente in base le esigenze che si presentano, e diciamo che quello della Soaco è stato, e continua ad essere, il ruolo che occupa maggiormente le mie giornate.

0 1 5674 15 giugno, 2013 Business , People giugno 15, 2013

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