LEGAMI
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Un percorso a due che inizia con un’immediata attrazione fisica e mentale è destinato, in molti casi, a consolidarsi nel tempo creando una coppia. Due persone differenti che hanno voglia di stare insieme, di legami. E’ l’argomento trattato in questo numero di Free Time con la dottoressa Daniela Maimone, psicologa e psicoterapeuta.

 

 

Molte persone sono alla ricerca di legami stabili, ma poi spesso rifuggono dagli stessi. Da un lato, quindi, la totale volontà di consegnarsi al partner, dall’altro la difficoltà ad affidarsi a lui/lei: da cosa scaturiscono questi due stati diametralmente contrastanti?

I comportamenti descritti derivano dal fatto che l’esperienza della relazione ruota intorno a due elementi opposti tra loro: il bisogno di appartenenza e il bisogno di differenziazione. Da un lato, quindi, la necessità di un “porto sicuro” che soddisfi il bisogno di certezza e di stabilità; sull’altro versante, invece, la paura del legame che conduce alla ricerca di novità ed indipendenza, e che rischia di far scomparire l’interesse reciproco una volta che la novità viene meno.

Le modalità attraverso cui si può evitare l’incontro con l’altro sono variegate. Il timore di venire assorbiti totalmente, quasi fagocitati, nel rapporto a due e l’incapacità a trovare un equilibrio tra i bisogni individuali e quelli di coppia, possono portare alla fuga o a situazioni per cui i partner conducono vite “parallele”, coltivando unicamente ognuno i propri interessi, evitando l’incontro e il confronto. Altrettanto pericoloso per la coppia è l’accondiscendere alle richieste dell’altro in modo incondizionato, magari accumulando malcontento per anni, solo per timore di perderlo o di imbattersi in discussioni poco gradite. Insomma: come in una famosa metafora di Shopenhauer, i ricci d’inverno riescono a tenersi caldi, senza ferirsi reciprocamente con i loro aculei, solo trovando una “moderata distanza reciproca”…

 

Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta con una certa dose di follia. Accetta le proprie passioni, e le vive intensamente. Sa che non è necessario rinunciare all’entusiasmo delle conquiste: esse fanno parte della vita, e ne gioisce con tutti coloro che ne partecipano. Ma non perde mai di vista le cose durature, e i solidi legami creati attraverso il tempo” (Paulo Coelho – tratto da “Il manuale del guerriero della luce”).

Quando, in coppia, un legame può considerarsi solido o, di contro, precario?

Un legame si approfondisce nel momento in cui esso rappresenta un “contatto nutriente”, una terra conosciuta che sostiene i bisogni, le differenze e le unicità di ognuno dei due protagonisti. Raggiungere questo livello è possibile solo conservando la propria diversità, la propria identità: ciò permette di riconoscere somiglianze e differenze nell’incontro con il partner.

Di contro, un legame può considerarsi “precario”, quando, per esempio, i due partner hanno timore ad affidarsi reciprocamente o quando predomina la convinzione che per poter stare insieme sia indispensabile eliminare ogni diversità per cui gli spazi individuali (fisici o temporali) entro cui coltivare le proprie passioni o le amicizie vengono meno.

 

In un rapporto a due, quando il doppio significato della parola “Legami” si può concretizzare in modo equilibrato?

Il legame di coppia può assumere la connotazione quasi di una richiesta (<<Légami!>>, appunto, che suona quasi come un’implorazione) oltre che di uno stato in cui la coppia gode di un benessere “equilibrato” e consapevole, quando si arriva ad un «contatto pieno» tra i partner. E’ un momento che implica un processo di adattamento creativo e di co-costruzione, condivisa giorno per giorno, come in una melodia suonata a quattro mani. Quando si impara a stare nella relazione, talvolta uscendone per poi rientrare, allora la relazione diventa un elemento centrale per il benessere e la sicurezza interiore: la paura dell’abbandono e della separazione sono a questo punto superati e ognuno dei due partner può af-fidarsi all’altro senza timori.

 

A che punto del percorso subentra la consapevolezza di essere coppia? Quali i parametri cui far riferimento?

Probabilmente la consapevolezza di essere coppia subentra quando i due accettano l’impossibilità di divenire “una cosa sola”. Essi passano, infatti, progressivamente, dalla fase iniziale di “sana simbiosi” ad una consapevole differenziazione in cui è permessa la crescita individuale. Il cambiamento e la maturazione individuale non vengono visti più come una minaccia, ma diventano stimolanti ed arricchenti per la coppia stessa permettendone l’evoluzione. La parola chiave che consente ai partner di non perdersi o allontanarsi troppo è: <<reciprocità>>! Metri di riferimento di questo status potrebbero essere:

  • sentirsi attenti sia al sé che all’altro, all’interno del campo relazionale: il “Noi”;
  • il percepire l’altro come nuovamente attraente, dopo un momento in cui appariva come scontato e poco interessante;
  • rendersi conto che è possibile aprirsi al partner riuscendo a mettere da parte il timore delle antiche ferite;
  • essere coscienti delle modalità attraverso cui inizialmente si rifugge il contatto e dei ruoli fissi e ripetitivi che a volte inconsapevolmente vengono innescati: sapere cogliere ciò che avviene può aiutare ad accantonare le resistenze e a lasciarsi andare alla spontaneità del rapporto.

 

Comunicazione, sesso, intesa, passione, amore. Uno tra questi cinque elementi è più importante o propedeutico all’altro?

Mi viene in mente l’immagine di una torta, divisa in quattro grandi parti, tutte uguali tra loro per dimensione.

1) Parlarsi ed ascoltarsi in modo chiaro, aperto e senza barriere, aiuta di certo ad evitare fraintendimenti e a far capire all’altro come ci si sente in una determinata situazione: fornisce al partner delle utili indicazioni su come comportarsi di conseguenza in modo da non innescare spirali di escalation di aggressività.

2) Il sesso implica, tra le sue varie sfumature, anche il gusto di guardarsi, di toccarsi, di scoprirsi gradualmente e consente di muoversi l’uno verso l’altro, di andarsi incontro in una reciproca scoperta che si approfondisce sempre più.

3) L’intesa racchiude in sé un processo in cui il dialogo, il confronto, il rispetto, la stima e la fiducia verso il partner svolgono un ruolo di primo piano.

4) La passione richiede impegno, costanza, il mettersi in gioco.

L’amore, infine, credo sia rappresentabile con la torta stessa che, per intero, include tutto il resto.

 

0 0 1741 08 agosto, 2012 People , Province , Psicologia agosto 8, 2012

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