LA RELAZIONE
LA RELAZIONE “PERFETTA”
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LA RELAZIONE “PERFETTA”

Sei un libro aperto? Lo/la informi di tutto? Ci sei sempre per qualsiasi cosa e sei fin troppo modesta/o? Gli indizi ci sono tutti e non per vincere il premio di miglior fidanzata/o del pianeta: forse, inconsapevolmente, state sabotando la vostra storia! Un po’ di sano egoismo farà bene a te e alla coppia? Che interrogativi scomodi…

E’ proprio vero che nel rapporto di coppia non si sa mai quale siano il giusto metro o atteggiamento per viversi senza brutte sorprese…. dopo un pò! Quante volte abbiamo sentito dire che “non si può possedere nessuno senza fargli del male”. E ascoltando questa frase, noi come abbiamo reagito? Forse bisognerebbe considerare che mettere a disposizione se stessi, all’interno di un rapporto di coppia, ha poco valore se non si dedica del tempo in prima persona a ciò in cui si crede. E così si impara, alcune volte a proprie spese, che l’amore è arduo, l’amore è più difficile del previsto; il che non equivale a dire che è difficile amare. E’ difficile amare bene. Riflessioni e quesiti che in tante occasioni saranno stati posti ad amici, parenti, fidanzati/e, compagni/e, mariti/mogli e che noi, adesso, rivolgiamo alla dottoressa Daniela Maimone, psicologa e psicoterapeuta.

Il rapporto di coppia può essere considerato come un pianoforte o uno strumento musicale in grado di produrre tantissimi brani con le note, melodie dure, ma anche ballate romantiche?

La metafora del pianoforte calza a pennello. Così come una melodia non è data unicamente da un insieme di note, una coppia non nasce semplicemente dal connubio di due persone. L’armonia di coppia è resa dall’unicità di quella specifica unione, fatta anche di momenti di crisi che, all’interno del ciclo vitale della coppia, diventano normali e che, se superate con successo, portano al consolidamento del legame. La musica è arte, così come è arte la capacità della coppia di adattarsi a cambiamenti ed eventi stressanti.

Amore: è come pensavano i greci, un dio che scocca una freccia e fa sfavillare la vita? O questo mito è soltanto una grande proiezione?

A chi di noi non è capitato di provare almeno una volta nella vita il classico colpo di fulmine? Tuttavia, al contrario di quanto in genere si crede, un’infatuazione improvvisa e apparentemente inspiegabile, è in realtà dettata da un’insieme di fattori socio-culturali (di cui siamo totalmente ignari) cui si aggiunge l’attrazione fisica, a sua volta suscitata da elementi quali: sguardo, sorriso, mimica facciale, modo di parlare, di gesticolare, di camminare, la personalità, il fascino, gli odori, ecc. E per concludere, a complicare le cose, ci si mette anche una tempesta di neurotrasmettitori che, in fase di infatuazione iniziale, producono alti livelli di dopamina generando una vera e propria dipendenza dall’altro.

Quando una relazione che si credeva perfetta, invece si rivela tutt’altro, quali i segnali che dovrebbero far riflettere e, se il caso, quando fare marcia indietro?

La relazione col tempo si trasforma, cresce, matura con l’incrementarsi dell’intimità. Tuttavia, in alcuni casi può capitare di non riuscire più a ritrovarsi, perdendosi in discussioni continue che diventano tautologiche, in cui l’escalation di aggressività diventa sempre maggiore. Se non si riesce da soli a superare l’empasse, se permane una cronica mancanza di dialogo o ci si può imbattere in tradimenti, si può richiedere il supporto di uno psicoterapeuta, che può agevolare la risoluzione delle difficoltà, sostenendo le competenze della coppia che non riesce a riconoscere ciò che vi è di buono nella relazione attuale, oppure, nei casi in cui ciò si renda inevitabile, può accompagnare la coppia durante la separazione.

Oscar Wilde nel “Ritratto di Dorian Gray” scriveva “Meno si parla delle ferite della vita, meglio è”. Secondo lei è meglio affrontare o restare ad attendere che ciò che si “guasta” si possa pian piano risolvere?

In generale, in una coppia sarebbe sempre bello avere un dialogo aperto fin dall’inizio, anche a costo di scontrarsi di tanto in tanto con le idee dell’altro. Affrontare le divergenze di opinione e le liti in una coppia è importante: rafforza la coppia e la porta a crescere. L’attesa che le cose si risolvano magicamente, in genere, non fa altro che accrescere il malcontento da parte di entrambi e creare scissure irreparabili, generando delle coppie infelici.

Che cosa viene ferito, quando si viene feriti?

Ferire l’altro in coppia significa, come intuibile, minacciare la stabilità, la sicurezza, la fiducia, la reciprocità, il progetto comune, le certezze costruite insieme, la lealtà. Tuttavia, in coppia non esistono colpe dell’uno o dell’altro partner. Se, per esempio, uno dei due tradisce, bisognerebbe chiedersi che funzione ha quel tradimento per la coppia stessa o cosa si sta evitando (per assurdo si potrebbe in tal modo tentare di eludere il raggiungimento dell’intimità con l’altro, forse per timore che esporsi troppo sia doloroso e pertanto da evitare).

Secondo lei, esiste la relazione perfetta?

Credo che la relazione non nasca di per sé perfetta, ma vada alimentata giorno per giorno come un fuoco. Esistono coppie felici che spontaneamente riescono a gestire conflitti e tensioni trasformandoli creativamente in occasione di confronto e crescita. Singoli gesti romantici, conversazioni “piene” tra i partner, trovare dei momenti e dei modi nuovi che esulino dalla routine: tutti questi accorgimenti possono essere il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente e duraturo.

0 0 1728 15 giugno, 2010 Psicologia giugno 15, 2010

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