ROBERTA TROVATO ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO
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ROBERTA TROVATO ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO

L’obiettivo è fare qualcosa di alto, di attrattivo, che dia prestigio. Quante volte questo diktat avrà albergato nella testa della giovane produttrice di Pozzallo? Quasi un esercizio motivazionale che ha portato Trovato, dopo aver inanellato diversi importanti successi, a produrre “Italo”, il film presentato per la prima volta al Taormina Film Fest, per la regia di Alessia Scarso, che ha contribuito, durante le riprese tra Scicli e Modica, a creare gran trambusto, anche mediatico, in tutta la provincia. Un tam tam di notizie che è riuscito ad accrescere l’attesa per un’importante opera prima, in distribuzione nei prossimi mesi. Ma adesso c’è da pensare all’estate e alle prossime idee che alla produttrice iblea non mancano di certo

Freetime 43 - Roberta TrovatoIn quale occasione hai pensato che il successo era in procinto di bussare alla tua porta?
Penso che non succeda mai di accorgersene in anticipo: molto più spesso riesci a capire quali sono stati i tuoi momenti di svolta solo dopo che sono avvenuti. Certo, posso dire che, quando ho deciso di trasferirmi a Roma, ho lasciato il certo per l’incerto e ho intrapreso una sfida per cui tutti mi consideravano folle: ma io ho pensato di essere ancora giovane e che se fosse andata male sarei potuta tornare indietro, mentre non valeva il contrario. Oggi dico: per fortuna l’ho fatto. In generale, però, non mi piace la parola successo. Penso che sia più importante il coraggio: il coraggio di provarci e di trovare dentro se stessi la forza per provare a raggiungere un obiettivo. E nel mio caso le cose si complicano, perché lo scopo è anche quello di selezionare gli obiettivi, tra i mille che ogni giorno mi pongo: andare dietro a tutti sarebbe impossibile!

Quando nella tua vita il conto alla rovescia è stato un fedele alleato?
Il conto alla rovescia è la mia salvezza: io sono produttiva solo quando lavoro in emergenza. Nel mio lavoro, come nelle mie scelte di vita: è sempre come se avessi accanto una clessidra. E, anche fuor di metafora, posso confessare che spesso durante la giornata mi cronometro, perché voglio sapere quanto impiego a compiere le cose e quindi quanto riesco a essere produttiva quando ne ho troppe e poco tempo per farle.

Freetime 43 - Roberta Trovato

A giugno la presentazione, in anteprima, al Taormina Film Fest del tuo primo film “Italo”, di cui hai firmato la produzione. Quale il momento più emozionante vissuto, che rimane vivido anche a distanza di pochi mesi?
L’orgoglio, più di tutto. L’orgoglio nei confronti di me stessa, perché mi sono detta: “È fatta”. E l’orgoglio nei confronti di chi ha creduto nel film (e sono stati tanti) ai quali in quel momento è stato come dire: “Ecco, avete riposto bene la vostra fiducia”. Ma anche, in realtà, l’orgoglio nei confronti di quelli che non ci hanno creduto: perché spesso è questa la molla che ti spinge a fare di più, il fatto di dimostrare a chi non ha creduto nelle tue possibilità di farcela, che invece ci sei riuscita. È una condizione che a me è capitata spesso, sin da quando avevo 16 anni: questo mi ha fatto sviluppare una forte tenacia. Per quanto riguarda “Italo”, c’è anche da dire che quello è il momento in cui ti guardi indietro e vedi non solo il percorso positivo – perché dietro c’è uncosto molto alto, e non solo economico, ma anche un costo personale di perdite e rinunce – ma alla fine dici a te stessa che ne è valsa la pena.

In quale circostanza il passato è stato un buon trampolino di lancio per costruire il presente?
Lo è sempre, quando si ricorda di aver fatto bene, ma anche quando si ricorda di aver fallito: in America i fallimenti fanno curriculum, se vai a un colloquio ti chiedono quanti ne hai alle spalle. E io sono un’appassionata, ad esempio, delle storie di imprenditori, non necessariamente persone famose, ma di coloro che costruiscono esperienze che funzionano: mi interessa sapere cosa c’è dietro e di solito scopro che c’è stato almeno un fallimento.

Come credi sarà questa estate e questo 2014?
L’estate sarà forse la prima di riposo dopo tanti anni: quindi penso a vacanze, relax, amici e scoperte. Per il resto il 2014, ma direi anche il 2015, lo immagino sorridente, pieno di nuove sfide (senza le quali, questo si è già capito, non riesco a immaginarmi). Credo che i prossimi mesi mi attendano a braccia aperte e sono sicura che andremo d’accordo!

Freetime 43 - Roberta Trovato

In quale occasione hai ritenuto che le “mezze misure” fossero un sistema di contrattazione oramai superato?
Sono una persona convinta che il compromesso vada cercato sempre. Non lo intendo, però, con un’accezione negativa, quanto piuttosto come un modo per incontrarsi. Uno dei miei maestri una volta mi disse una frase che mi colpì: quando ci si alza da una trattativa dove nessuno dei due è pienamente soddisfatto, vuol dire che è andata a buon fine. Anche io cerco sempre questo punto di incontro, un punto in comune che renda possibile realizzare progetti e sogni, ma senza svilire né i progetti e i sogni, né se stessi.

Essere una giovane produttrice cinematografica all’interno di un sistema molto vasto, quale appunto il mondo del cinema, quali sacrifici comporta?
All’esterno questo è visto come un mondo pieno di lustrini, feste, vip e allegria. In realtà dietro c’è un grande lavoro: non so quanti sacrifici comporti in generale, ma so quelli che ha comportato per me: non è stato un percorso rose e fiori, sono caduta, ho ricominciato e adesso sono qui. Penso che il lavoro in questo mondo ti tolga sempre più di quello che ti dà e per questo per farlo ci vuole una grande passione. Poi, l’aspetto divertente è che io non ho neanche la fisiognomica del produttore e questo all’inizio è stato difficile perché la gente faticava a darmi credito. Ricordo con un sorriso un aneddoto della presentazione di “Italo” al Giffoni, quando mi ero allontanata mentre una tv stava facendo un’intervista a Marco Bocci, l’attore protagonista: quando tornai a cercarlo nella sala in cui si stava svolgendo l’intervista, tentarono di impedirmi di entrare perché non credevano che fossi io la produttrice. Da allora comunque è già passato un po’ e il fatto di aver portato a termine quest’impresa fa sì che oggi tutti mi diano più credito.

Freetime 43 - Roberta Trovato

Tra fortuna e determinazione, cosa conta di più?
In un cocktail perfetto ci sono un terzo di fortuna, un terzo di coraggio e un terzo di quella che io, più che determinazione, definirei “fame”. E io sono molto affamata. Posso dire di aver avuto moltissima fortuna e di essermi sempre trovata al momento giusto nel posto giusto: la fortuna, poi, bisogna saperla cogliere, ma senza non si va da nessuna parte.

Dare senza aspettare niente in cambio, questo è ciò che sta nel cuore dell’amore”. (Oscar Wilde). Quale la tua personale visione sull’argomento?

In linea generale è una massima che non fa una piega. Ma nel particolare, io sono una che si aspetta: sono una che dà e che vuole.

Si dice che le donne amino i diamanti perché danno luce certamente, ma anche perché sono la sintesi di denaro e bellezza. Quale il tuo rapporto con entrambi?
Credo che in una scala di valori il “diamante” abbia una giusta collocazione nella mia vita. Chiariamoci, non ne ho mai ricevuto uno in dono, ma se vogliamo usare questa metafora allora dico che il denaro debba essere tenuto nella giusta considerazione, come ricompensa commisurata al lavoro fatto e ai risultati prodotti. Allo stesso modo, credo di attribuire il giusto valore alla bellezza o forse sarebbe più giusto dire all’eleganza: la bellezza dei modi è molto più importante della bellezza in sé, a cui spesso invece si accompagna il vuoto.

Sognando ad occhi aperti, quale speri sarà il “tuo giorno di gloria”?
Sogno sempre ad occhi aperti, lo faccio di continuo, potrei dire che è uno dei miei hobby. Non capita di rado che alle persone care io proponga di trascorrere una serata “sognando un po’”. Ma non c’è un sogno di gloria che tengo nel cassetto: preferisco sognare a tappe, darmi obiettivi intermedi e non pensare mai al sogno definitivo.

0 0 2807 21 novembre, 2014 novembre 21, 2014

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