VALENTINA CARNELUTTI
VALENTINA CARNELUTTI “GIOIA” MADE IN SICILY
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VALENTINA CARNELUTTI “GIOIA” MADE IN SICILY

Scegliere come simbolo di Made in Sicily un’attrice nata a Milano da genitori romani. Può sembrare un ossimoro, quasi un paradosso. Non se l’attrice in questione è Valentina Carnelutti. Definirla siciliana d’adozione è riduttivo. Da quando ha interpretato il ruolo di Veronica Colombo nella popolarissima serie Squadra Antimafia, è diventata, nell’immaginario collettivo, un simbolo siciliano.

Veronica/Valentina incarna quei canoni di bellezza mediterranea, di fascino multiculturale e di furiosa determinazione che ogni siciliano sente propri.
Ai milioni di fan della fortunata serie che ha contributo a lanciare attori del calibro di Marco Bocci e Caterina Morariu, il volto di Valentina è diventato familiare da un paio d’anni. Da quando la “Duomo” ha preso armi e bagagli trasferendosi da Palermo sotto l’Etna e Pietro Valsecchi, il produttore, ha scelto lei per interpretare il personaggio di Veronica Colombo, politico in carriera, senza scrupoli, che stringe amicizie pericolose pur di scalare i vertici del potere non esitando a mettersi contro Lara, sua sorella, interpretata da Ana Caterina Morariu, e co-commissario della Duomo insieme a Domenico Calcaterra/ Marco Bocci. Racchiudere però una figura così interessante in un solo personaggio sarebbe riduttivo. Un’offesa a tutto quello che Valentina Carnelutti riesce ad esprimere. Figlia d’arte – il padre è un attore e doppiatore di personaggi del calibro di Marlon Brando, Donald Sutherland e Anthony Hopkins – debutta come interprete in teatro nel 1989. Approfondisce poi gli studi di recitazione con Teatro Azione, segue i seminari condotti da Freetime 46 - valentina CarneluttiSusan Batson, Geraldine Baron e Marilyn Fried, dividendosi tra Roma e New York. Studia danza classica e ballo moderno. Esordisce nel cinema con “Marta Singapore”, un cortometraggio del 1994 di Barbara Melega. Riesce con disinvoltura ad interpretare ruoli comici come in “E allora Mambo!” di Luca e Paolo e ruoli più impegnati come nel kolossal americano “Hannibal” di Ridley Scott. L’abbiamo apprezzata ne “L’amore imperfetto” di Giovanni Davide Maderna, “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana e in “Manuale d’amore 2 (capitoli successivi)” di Giovanni Veronesi. È stata Barbara Balzerani in “Aldo Moro – Il Presidente”, tv movie per la regia di Gianluca Tavarelli, ed una telefonista coatta e nevrotica in “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. è una delle doppiatrici più ricercate in Italia ed è attrice in diversi programmi di Radio Rai. Insomma un personaggio a 360° gradi che abbiamo incontrato sul set di “Squadra Antimafia 7”, la serie che vedremo nel prossimo autunno su Canale 5. Intanto con piacere scopriamo che il personaggio di Veronica Colombo continuerà ad essere protagonista nella prossima serie, nonostante fosse stato creduto morto per la maggior parte delle puntate della sesta serie: “Potrei anche essere una visione, o un sogno. Chissà. Pensate che mi hanno scritto che ho più vite di De Silva” (De Silva è un altro personaggio abile nello sfuggire alla morte in tantissime occasioni, ndr).

Quanto c’è di Valentina nel personaggio di Veronica Colombo?
Beh, nel personaggio di Veronica c’è il mio corpo, c’è la mia voce. Ci sono il mio sguardo e le mie mani… c’è la vita che ho vissuto messa al servizio di questo personaggio in termini di emozioni, di bisogni ma anche di paure. Superata la paura di guardarci dentro possiamo scoprirci più vicini a quello che non ci piace. Sono cresciuta in circostanze diverse da quelle del personaggio di Veronica Colombo e ho altri sogni ma ci accomuna l’essere umane.

Tu hai studiato lingue e riesci a recitare correttamente in inglese, spagnolo, portoghese e francese. Con il catanese come hai fatto? Lo parli così bene che in molti stentano a credere che non sei siciliana.
Sono fortunata, ho sviluppato sin da piccola una capacità di ascoltare e imitare. E poi studio, molto. Guardo, ascolto, provo, rischio. Preferisco uno sbaglio coraggioso in cui emerga una sorta di verità piuttosto che la noia di una imitazione scontata. Poi ho avuto la fortuna di avere un amico in Sicilia che mi ha aiutato molto ad avvicinarmi alla vostra cadenza, anche se ad alcuni proprio non piace e non hanno mancato di sottolinearlo attraverso i social network.

Da dove è nato l’intercalare “Gioia” che ha contraddistinto il tuo personaggio?
Nella sceneggiatura Veronica si rivolgeva a Lara chiamandola sorellina. Mi sembrava inverosimile, ho una sorella e non l’ho mai chiamata così, ho due figlie femmine che non si rivolgono mai l’una all’altra chiamandosi così, sembrava un modo degli sceneggiatori per far sapere agli spettatori che quelle due era sorelle. Allora ho pensato che una parola d’affetto vero fosse più eloquente, poi è diventato il vizio di Veronica, quasi un tic verbale. I registi l’hanno accolto e gli spettatori ora mi chiamano “gioiuzza” quando cammino per strada.

Freetime 46 - Valentina Carnelutti

Non hai mai pensato di correre il rischio di restare imprigionata nel personaggio di Veronica Colombo per la tua carriera futura?
Neanche per un momento. Anzi sono felice di aver potuto esprimere e mostrare parti di me che ancora non avevo sperimentato in pubblico.

Che rapporto hai con gli altri attori della serie? Si riesce a diventare amici con i colleghi?
Sono in rapporti sereni con tutti, ma credo che se si riesce a diventare amici con le persone non importa se siano colleghi o no. Il set condiviso per un tempo lungo ti costringe a un’intimità che a volte produce grandi emozioni e genera rapporti duraturi, altre semplicemente ti permette una conoscenza dei colleghi utile alla condivisione del lavoro.

Tra gli attori della serie chi si distacca totalmente dal personaggio che interpreta e chi invece rispecchia di più le caratteristiche del proprio?
Credo che questo lo dovreste chiedere a ciascuno di loro. Ma non bisogna dimenticare che questo è un lavoro: interpretiamo dei ruoli, pescando in noi emozioni, movenze e sentimenti da mettere a disposizione.

Che evoluzione subirà il tuo personaggio nella prossima serie attualmente in lavorazione?
Non posso dire quello che accadrà a Veronica in futuro, ma certo le premesse sono buie: è entrata in una spirale da cui è difficile uscire, non vi pare?

Parliamo un po’ di te. Prima di Squadra Antimafia hai recitato in RIS Delitti Imperfetti, Il Maresciallo Rocca, La Squadra. Gli autori vedono in te una poliziotta mancata?
Grazie al cielo prima di Squadra Antimafia ho lavorato soprattutto al cinema e a teatro: La meglio gioventù, Tutta la vita davanti, Sfiorarsi, Mar Piccolo, Jimmy della collina, Il paese delle spose infelici . Che poi le serie televisive parlino di “guardie e ladri” rende inevitabile che noi attori ci troviamo da un lato o dall’altro della barricata.

È  giusto definirti una cittadina del mondo?
Siamo tutti abitanti del mondo, io ho l’entusiasmo di viaggiare e cerco di conoscere quanto più possibile dei luoghi in cui mi reco. Studiare lingue e dialetti diversi è per me un modo di avvicinarmi alla cultura di altri paesi e realtà, una forma di conoscenza che facilita l’amore e la condivisione, la comprensione. Un tentativo personale di abbattere le frontiere e ridurre le distanze.

C’è un film che ti sarebbe piaciuto interpretare?
Alcuni di quelli che ho interpretato mi sono piaciuti molto. Altri ne verranno. I film che ho amato li ho amati anche grazie ai loro interpreti, e non so immaginarli diversi da quello che sono.

Chi è l’attore più bello con cui hai mai recitato?
Anthony Hopkins.

Ti sei mai pentita di aver rifiutato una parte?
No. Non ho mai rifiutato ruoli che poi ho visto rivelarsi affascinanti. Ma non credere che ne abbia rifiutati così tanti!

Sappiamo che sei molto riservata riguardo la tua vita privata. Ti lasciamo libera di dirci quello che vuoi riguardo a questo aspetto.
Credo che la vita privata non riguardi i lettori ma soltanto la mia famiglia, i miei amici. La vita privata è quel nocciolo che mi permette di sostenere con sincerità la vita pubblica, volerci entrare con poche righe su un giornale è fuorviante e alimenta il pettegolezzo che a me non interessa. L’unica concessione che posso fare è che sono sempre in movimento, questo sì.

 

Foto Angelo Di Pietro

1 0 3425 21 aprile, 2015 Spettacolo aprile 21, 2015

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