L'AMORE MAGICO DELLA MUSICA
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L’AMORE MAGICO DELLA MUSICA

Si sono conosciuti in Germania quando lei era ancora una ragazzina e lui, che era cresciuto cercando da qui le frequenze delle radio londinesi, andava scoprendo cosa si suonava in Europa. Quest’indole da esploratore delle avanguardie musicali Giorgio Nobile non l’ha mai persa. E, dal bancone del negozio di dischi che ha aperto insieme a Miranda appena sono tornati in Sicilia, ha fatto da vera e propria “guida” a intere generazioni di ragusani. Immaginiamo che per molti di voi – se avete comprato nella vita almeno un disco – Giorgio e Miranda siano come amici di famiglia. Ma, quando siamo andati a trovarli, ci hanno raccontato cose che probabilmente non sapete ancora di loro.

Freetime 45 - magic music

Il loro disco della colazione è l’incantevole “The Köln Concert” di Keith Jarrett, per cominciare la giornata all’insegna di quella grazia con cui la musica soltanto riesce a toccare le corde del cuore. Ma a questo sono arrivati col tempo, perché le note sulle quali si sono conosciuti e innamorati erano quelle di “The Court of The Crimson King” dei King Crimson e “Selling England by the pound” dei Genesis. “Quelli restano i dischi più importanti del nostro amore”, confermano Giorgio e Miranda, la “magica” – è proprio il caso di dirlo – coppia della musica a Ragusa. Magica non solo per voler giocare sul nome – “Magic Music” – con cui hanno battezzato, nel lontano 1977, il negozio di dischi da cui sono passate ormai tre generazioni di musicisti e appassionati. Magica, più di tutto, perché – anche grazie a quel potere straordinario che ha la musica, più di qualunque altro linguaggio, di avvicinare gli spiriti affini – il loro amore si è evoluto attraverso i decenni pur conservandosi intatto, tanto che a chi li incontra per la prima volta potrebbe sembrare che si siano appena conosciuti e non riescano a starsi lontani.
“Io e Miranda ci siamo conosciuti in Germania e sposati quando lei era ancora minorenne. Io ero più grande di nove anni, eppure è stata lei ad aprirmi a un nuovo mondo della musica”, racconta Giorgio Nobile, che in realtà l’indole dell’esploratore nei campi delle avanguardie musicali ha cominciato a dimostrarla quand’era appena dodicenne e si sintonizzava sulle radio londinesi per ascoltare i Beatles e gli Yardbirds, perdendosi tra i primi virtuosismi di Eric Clapton, Jeff Beck, Jimmy Page. “Quando racconto queste cose mi sento un po’ Bob Dylan”, ironizza Giorgio, dicendosi “nato dylaniato”: “Anche io sono cresciuto in una casa in cui mia mare faceva la casalinga e mio padre il muratore e di questo genere di musica non c’era traccia. Non so perché la mia passione andò subito in quella direzione”.
Freetime 45 - magic musicPoi uscirono i vinili e lui, come i suoi compagni, cominciò a comprarli senza avere nemmeno il giradischi, scoprendo il country di James Taylor e Carol King e il grande cantautorato di Leonard Cohen: “Oh, Leonard Cohen!”, sospirano subito Giorgio e Miranda, come sempre all’unisono, ricordando quante ore passate ad ascoltarlo, quanti concerti visti, fino all’ultimo, due anni fa all’Arena di Verona, proprio il giorno del compleanno di “Magic Giò”. “È vero, la musica è stata la mia passione sin da piccolo – continua a ricordare Giorgio – ma fu solo quando andai in Germania che mi si aprirono tutti gli orizzonti. Quante cose incredibili si facevano in Europa in quel tempo! Io fui fortunato perché ero un campione di basket e, appena mi trasferii, entrai subito in una squadra dove c’erano molti appassionati di musica. Così loro mi portavano ai concerti e io facevo conoscere loro il progressive italiano. Anche su Miranda, feci colpo con la Pfm!”. “Io ero proprio una rockettara – conferma Miranda – ed essendo cresciuta in una famiglia in cui tutti i miei fratelli suonavano musica rock, ascoltavo più volentieri roba come gli AC/DC”. Nel frattempo vennero gli anni d’oro di “Atom hearth mother” dei Pink Floyd, di “Aqualung” dei Jetrho Tull, e – per loro – di sposarsi e venire a stare in Sicilia: “Giorgio faceva il geometra – ricorda Miranda – e io lavoravo in un villaggio turistico. Facevamo anche la fame, ma la musica era con noi sempre. Giorgio aveva questo sogno nel cassetto, del negozio di dischi. E così un giorno ci siamo decisi”. “Quando stavamo per aprire ed è arrivata la prima fornitura – ricorda subito Giorgio – ci sembrava che fossero arrivati tantissimi dischi, ma dentro questi scaffali così grandi sembravano pochissimi. Così li abbiamo sistemati tutti con i cofanetti aperti e abbiamo riempito questo posto dandogli quell’aspetto che ha ancor oggi. Tante volte abbiamo pensato di trasferirci, ingrandirci, ma in fondo sappiamo che i nostri clienti ci sono affezionati quanto noi, così l’abbiamo lasciato sempre com’è”. Da quel giorno di casse di dischi qui ne sono arrivate centinaia – “Una, bellissima, della Decca Records, arrivata da Londra, oggi è il mio comodino”, confessa Miranda – e tante volte ne sono usciti dischi sconosciuti, di autori sconosciuti, che attraverso il prezioso orecchio di Giorgio sono diventati strumenti per spingere in avanti i gusti musicali di una larga fetta di appassionati. “Lui ha – conferma Miranda – questa straordinaria capacità di comprendere cosa può piacere alle persone. È questo che fa affezionare i nostri clienti. Giorgio ascolta un disco e subito capisce a chi potrebbe consigliarlo, così le persone si affidano e poi tornano con la conferma di aver fatto bellissime scoperte”.Freetime 45 - magic music
“È quello che intendo – aggiunge Giorgio – quando dico che questo posto è la farmacia della mente. La condivisione con i nostri clienti è la cosa più bella di questo posto: quante sere siamo rimasti fino a tardi ad ascoltare insieme agli amici nuovi dischi! Un pomeriggio – ricorda – ho messo su Ballads di Paolo Fresu e nel giro di pochi minuti ne ho venduti quattro. L’ha comprato persino una signora che era venuta a comprare tutt’altro (qualcosa tipo Biagio Antonacci, non ricordo), solo che pochi giorni dopo è tornata per dirmi che il disco era difettoso perché aveva un fruscio in sottofondo: ci ho messo un bel po’ a spiegarle che erano le spazzole della batteria!”. “È vero, questo negozio ne ha viste di tutti i colori – aggiunge ancora Miranda – e una notte Giorgio ci ha persino dormito, perché non trovava più le chiavi e aveva paura che qualcuno entrasse a rubare tutti i dischi. Magari un giorno potremmo venire a vivere qui, come nella nostra stanza della musica!”.

E anche se, certo, nessuno può conoscere tutta la musica del mondo – “
I dischi sono come le stelle del firmamento – secondo Magic Giò – e anche i più appassionati ed esperti possono arrivare a conoscere solo i nomi di alcune stelle” -, da qui ne è passata parecchia. E parecchia Giorgio e Miranda ne hanno inseguita in giro per il mondo, andando a centinaia di concerti: “Quando le nostre due figlie erano piccole – raccontano – partivamo in auto e giravamo tutta l’Europa. A volte facevamo andata e ritorno in uno o due giorni e fuori dal negozio mettevamo l’insegna ‘Chiuso per concerto’. Una volta siamo andati a vedere i Pink Floyd a Cava dei Tirreni e siamo dovuti partire col pulmino perché in molti lo avevano saputo e, anche seFreetime 45 - magic music allora erano ancora dei ragazzini, sono voluti venire. Alcuni ci hanno portato qui i genitori affinché li rassicurassimo e loro li lasciassero partire. Quando siamo arrivati lì e abbiamo parcheggiato il pulmino di fronte al negozio di dischi che ci aveva tenuto da parte i biglietti, per strada si fermò uno che vide che la targa di Ragusa e, raccontandoci che veniva qui in vacanza tutte le estati, ci invitò tutti a pranzo: fu gentilissimo, peccato che ci prese in giro dicendoci che i Pink Floyd soggiornavano nella villa accanto a casa sua e noi passammo delle ore a cercare di sbirciare come i cretini”. Le memorie dei concerti, si sa, sono sempre epiche, e qui si potrebbe restare ad ascoltare racconti per ore. “Quello del mio primo concerto jazz, per esempio – ricorda Miranda – all’Umbria jazz. Suonava Charles Mingus e io mi avvicinai più per curiosità. Dato che era gratis tutti erano distratti, lui si arrabbiò e disse: ‘Don’t you like my music?’. Prese il contrabbasso e se ne andò!”. “Ma come dimenticare – aggiunge Giorgio – anche il concerto di Bob Dylan e Carlos Santana, ben cinque ore di musica su un palco girevole: cose che allora in Italia non si erano mai viste!”. Il più recente concerto che hanno visto, giusto poche settimane fa, è stato in Germania, una tappa di quello che è stato annunciato come l’ultimo, definitivo tour di Jan Garbarek e The Hilliard Ensemble con il monumentale “Officium”: “In quell’Abbazia c’erano più di mille persone e non è volata una mosca”, racconta Giorgio, che ancora si riempie di stupore e meraviglia di fronte ai miracoli che sa compiere la musica, così come ancora si emoziona fino a commuoversi ogni volta che guarda la foto di Chet Baker che tiene appesa di fronte alla cassa, o la copertina del vinile di Ella&Louis, sempre a portata di mano. Ricordi che si uniscono a quelli dei tanti musicisti a cui Giorgio e Miranda hanno avuto la fortuna di poter stringere la mano, lungo il percorso, compresi quelli che hanno invitato a Ragusa, cimentandosi, di tanto in tanto, in qualche rassegna: dai nomi grandissimi, come Dave Holland e Jim Hall, a quelli meno conosciuti, scoperti come vere e proprie perle, come quell’adorabile Anja Lechner “che, ospite a casa nostra – ricordano – una mattina prese il violoncello e ci suonò tre brani sotto il carrubo”.freetime 45 - magic music
Le figlie di Giorgio e Miranda sono cresciute così, tra questi racconti e gli “scaffali delle meraviglie”: “Ma le abbiamo sempre lasciate libere di ascoltare quello che volevano – raccontano – tant’è che una sera ci toccò portarle a Scicli a vedere Marco Masini. Ora i nostri nipoti, che sono ancora piccolissimi, ascoltano uno Ligabue e l’altro Fred Buscaglione: chissà cosa sceglieranno da grandi!”.
Questa enorme libertà, senza pregiudizi, è la cosa più bella che si impara qui dentro: “Anche l’ascolto è un dono. E saperlo fare con la mente aperta è ciò che è più importante. Io dico sempre che ognuno di noi ha un segreto inconfessato e magari ha cantato a squarciagola una canzone dei Pooh, qualche sera. Così come noi siamo andati, scettici, a un concerto di Vasco, perché ci avevano regalato i biglietti: abbiamo provato un’emozione che non ci saremmo immaginati”. Basta che sia musica, insomma, come testimonia l’immancabile locandina del nuovo disco di Deborah Iurato, in bella vista dentro Magic Music: “A Deborah siamo legati. Ma più di tutto è impagabile lo sguardo dei bambini quando vengono e noi diamo loro in mano questo disco che hanno tanto desiderato. I loro occhi che brillano, l’emozione di comprare quello che forse è il primo disco della loro vita, è un momento meraviglioso, che abbiamo provato tutti”. E anche nell’era di iTunes, Spotify, Deezer e Google Play, è proprio quello che continua a rendere e continuerà a rendere sempre questo posto una magia irresistibile e intramontabile.

Foto Giuseppe Giordano

0 0 2095 24 febbraio, 2015 Business , People febbraio 24, 2015

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