IL GIRO DEL MONDO DI ANDREA CASCHETTO
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IL GIRO DEL MONDO DI ANDREA CASCHETTO

In giro per il mondo a portare un sorriso ai bambini degli orfanotrofi. Andrea Caschetto, 25 anni, ha iniziato un viaggio che percorrerà i cinque continenti. Solo quattromila euro in tasca e tanti sogni. Il più grande? Incontrare i bambini di tutto il mondo, giocare con loro. Ha studiato a Milano ‘Media, Marketing e Business’. Poi un master in CooperazFreetime 47 - andrea caschettoione internazionale per i popoli sottosviluppati. “Due percorsi completamente diversi, ma li sto unendo in questo progetto per promuovere, attraverso la mia cooperazione, la sensibilità degli altri”. Il viaggio è una grande passione di Andrea che, ci confida, non ricorda bene quanti Paesi ha già visitato.

 

Una sessantina di nazioni. I posti più belli quelli vicini all’equatore, persone più calde, ti accolgono alla grande. Al primo posto rimane per ora l’Amazzonia, l’esperienza con gli Indios: vivono senza tecnologia, vivevo con loro la bellezza della natura. Capanne immerse nella foresta: unica la vista della luna immensa che si rispecchiava nel fiume”. È una delle tante riflessioni che nei lontani posti in cui si trova, Andrea ci ha voluto trasmettere, proprio per dare l’idea di ciò che rappresenta questa esperienza per lui e quale la quotidianità che sta vivendo, seppur in differenti e lontane terre. Andrea documenta questo affascinante viaggio con un quotidiano contatto sulla propria pagina facebook. Fotografie, pensieri, una carica di entusiasmo autentico dai luoghi dove l’umanità, la più varia, ci ricorda che il pianeta in cui abitiamo è un posto bellissimo.

Da dove parte l’idea del giro del mondo per incontrare i bimbi degli orfanotrofi?Freetime 47 - andrea caschetto
Questa nuova missione è nata per caso. Volevo fare il giro del mondo con la sedia a rotelle. Avevo trovato chi me lo sponsorizzasse a livello mediatico e quindi economico, ma poi ha fatto marcia indietro. E mi son chiesto: ora che faccio? Stavo andando in nuova Zelanda per proseguire i miei studi di copywriter. Tre settimane prima, però, mi sono nuovamente trovato a riflettere e ho detto a me stesso: no, voglio fare il giro del mondo. Ho subito pensato cosa amassi fare. E mi sono risposto che il mio habitat naturale si concretizza quando sto coi bambini, trasformarmi nel Peter Pan che non cresce mai. E così sono partito. Attraverso un volo economico che mi ha procurato una mia cara amica con la Emirates, con poche centinaia di euro, sono arrivato nella mia prima tappa, lo Sri Lanka. Lo stesso piano tariffario l’ho adottato nelle successive mete raggiunte. Non so se andrò anche in Oceania perché in Nuova Zelandia e Australia non c’è povertà, e io voglio andare dove i bambini hanno bisogno. Una tappa che non mancherà è nel sud America. Parlo lo spagnolo, sto imparando da autodidatta il portoghese perché è bello parlare la stessa lingua dei bambini con cui giocherò.

Esperienze uniche, visi, storie, momenti da conservare nella memoria del cuore.
I ricordi sono tantissimi. Infiniti. Stepan Udaya, un ragazzo dello Sri Lanka che era venuto in Italia rischiando la vita. Gli hanno proposFreetime 47 - andrea caschettoto di lavorare in modo illegale, è tornato a casa. Mi ha raccontato esperienze fantastiche. Qui lavora sodo, ed andrà a Milano per l’Expo. E poi il bambino di otto anni che ha visto uccidere i genitori davanti ai suoi occhi. Ora aiuta la nonna, in sedia a rotelle, per mantenere le sue sorelline più piccole. Il suo sogno è diventare professore d’inglese. E poi c’è Alessandro, un bambino morto al Gaslini di Genova. Non l’ho mai incontrato. Chi si occupava di lui gli ha letto il libro ‘Arcobaleno – Scivolando per il mondo’, che ho scritto io. Alessandro ha detto alla mamma: “Ti sei sbagliata, i super eroi esistono, sono quelli come Andrea”. Ha impiegato otto ore, con i macchinari che lo aiutavano, a realizzare un disegno che conservo a casa, come il regalo più bello mai ricevuto. Ho poi aggiunto una parte a quel libro, che ora ha un vero supereroe, è Alessandro.

Freetime 47 - andrea caschettoAndrea è un giovane vulcanico, con tantissime idee e ha soprattutto la concretezza per realizzarle.
Per mia fortuna ho infiniti sogni, infiniti! Qualcuno prima o poi si realizzerà. Aprire un ospedale coi soldi che ricaverò da un libro, semmai dovesse uscire. Ed ancora realizzare pozzi d’acqua dove servono e costruire una scuola primaria. Quando vado a giocare coi bambini sono loro che danno qualcosa a me. Quando torno dovrò anche capire quale sarà il mio lavoro. Ho delle potenzialità a livello pubblicitario, per inventare storie, ma poi entrerei nel mondo del copywriter, ed è un giro che non mi piace. Mi piacerebbe molto lavorare in qualche tv locale, ideando e conducendo trasmissioni per bambini, programmi che ho già in testa. Il tempo di tornare e si vedrà il da farsi.

0 0 1632 20 luglio, 2015 People luglio 20, 2015

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