EVA SPAMPINATO, CATANIA IN PAROLE E MUSICA
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EVA SPAMPINATO, CATANIA IN PAROLE E MUSICA

Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire”, diceva Jep Gambardella in una delle più folgoranti battute de “La grande bellezza”. È un po’ questo – con molta più spontanea simpatia e molta meno costruita supponenza – il potere di Eva Spampinato. Giornalista e vera e propria trend setter, ci guida nella Catania che si prepara all’estate. E chissà che non ci capiti, as usual, di trovarcela anche nella veste della dj: “Ma io – precisa – sono solo un’abusiva della consolle”.

 

Freetime 42 - Eva Spampinato

Per prima cosa, mette le mani avanti: “Attenzione, non faccio la dj”. Eppure a Catania la conoscono anche per questo. Eva Spampinato, 33 anni, catanese doc e – ci tiene a precisarlo – ariete doc preferisce il ruolo di trend setter, oltre ad essere uno dei volti più noti del telegiornale di Antenna Sicilia: alla consolle, però, la si vede spesso e volentieri. “Sono appassionata dei djing altrui (quelli che vale la pena ascoltare)– spiega lei –e qualche volta mi intrufolo in consolle per condividere la mia musica preferita. È capitato che poi questo tipo di selezione musicale sia piaciuta e per questo mi abbiano fatto trascorrere qualche minuto in più da abusiva della consolle”.Per il resto,“ognuno col suo mestiere”: “Ho troppo rispetto– precisa ancora Eva –per quella professione. Catania è piena di dj che si sentono dj, si atteggiano a dj, si vestono da dj, salutano da dj…ma poi non sanno passare i pezzi a tempo. Per loro Vale più un #selfie ben riuscito che un passaggio ben mixato”.

Il suo vero amore, tuttavia, è proprio il suo lavoro: il giornalismo, che la vede crescere giorno dopo giorno da dieci anni tondi tondi. “In realtà – racconta -, prima di approdare in tv con uno stage universitario in un caldo luglio del 2004, scrivevo già per La Sicilia. A 20 anni, sfiancai talmente tanto Lorenzo Magrì, che mi disse: ok, Eva, vai a seguire una partita di basket. Non avevo idea di come si scrivesse di basket e imparai a memoria tutti i servizi possibili dei tg e dei giornali sportivi. Seguirono le più belle stagioni del basket maschile e femminile che ancora oggi Catania possa ricordare. Poi fui precettata in cronaca, fatalità, proprio grazie alla musica. C’era da scrivere la recensione di un disco, il pezzo piacque al capo redattore, Giorgio De Cristoforo, e il resto è storia. Fatta anche di argomenti più impegnati, legati alla cronaca del territorio, tanto sudore, molta pazienza e abnegazione. Non ci sono orari, non ci sono festivi. Se hai la notizia, scrivi, altrimenti stai a casa. La televisione è arrivata a 23 anni da poco compiuti: 24 ore di stage da fare, tanta voglia di esprimermi, conoscere, imparare, produrre, sporcarmi le mani. Tony Barlesi, il mio capo servizio dell’epoca (che non è più con noi, ma che per me rimane un punto di riferimento), mi chiese di rimanere per tutta l’estate. Sono ancora là… e di acqua sotto i ponti ne è passata”.

Freetime 42 - Eva SpampinatoMa tra giornalismo e djing, qual è stata la tua prima passione?
La prima passione è il giornalismo. Curiosità, intraprendenza e faccia tosta alla base di tutto. Poi, in questo mestiere, ci vuole anche la delicatezza e l’umanità. Delicatezza nel saperti porgere alla gente in momenti terribili, come le tragedie che raccontiamo tutti i giorni, e umanità nel riconoscere quando fermarsi. Fino a che punto sia giusto scavare.

In entrambi i casi, da dove viene questa passione? E chi ti ha insegnato a coltivarla?
La passione viene dalla mia pancia credo. E in tanti mi hanno insegnato a coltivarla. Tony Barlesi, presente in redazione giorno e notte, vecchio stampo. Non era un chiacchierone, ma io riuscivo a strappargli qualche sorriso. Enrico Escher (anche lui oggi non c’è più e ci manca tanto), maestro di giornalismo e di ricerca universitaria. E’ stato uno dei primi teorici e pratici del giornalismo online e del citizen journalism quando ancora internet viaggiava a 56k, non esistevano i social network e le notizie si trovavano tramite il network sì, ma di contatti reali. Rino Lodato mi ha insegnato l’arte della diplomazia, ma non mi riesce molto bene, impulsiva come sono. Ho imparato, invece, a chiedere scusa e ad analizzare asetticamente le situazioni. Aspettatevi da me schiettezza, velocità ed onestà.

Come ti dividi nella quotidianità, tra giorno e notte?
Di giorno mi alzo, di notte mi addormento. A volte è il contrario.

Fare giornalismo e specializzarsi su un tema, per esempio quello del costume, o della musica, non è semplicissimo. Quanto spazio trovi per scrivere delle tue passioni, piuttosto che del resto?
Hai detto bene: fare giornalismo. Molti hanno dimenticato di fare giornalismo e pensano solo ad essere giornalisti. Per quanto riguarda me, è questione di incastri. Scrivo la mattina presto, prima di iniziare il lavoro quotidiano, la sera tardi oppure a pausa pranzo. Ma le storie, i personaggi, gli spunti, le idee… quelle vengon fuori durante il giorno. Propongo tanto. La gente mi identifica nell’ambito dei servizi di costume, colore, musica, spettacoli, moda, televisione. La mia rete di amicizie e conoscenze in questo campo si è allargata e con essa i “retweett”. Per anni ho raccontato il mondo della notte catanese su La Sicilia. Prima sotto la guida di Michele Nania, da cui ho cercato di imparare la sottile arte del sarcasmo: per farlo bisogna essere culturalmente molto preparati e lui lo è, senza tirarsela. Poi per quattro estati di fila, sulle pagine catanesi, tutti i santi giorni dei mesi estivi con il supporto di Antonello Piraneo. Adesso continuo a raccontare Catania, la sua cultura underground e off-records, il popolo della notte, dalla street art al mondo degli skater, dai tormentoni del web ai paladini del verde pubblico del guerrilla gardening, passando per il mondo delle fashion blogger. Alla ricerca di volti nuovi, personaggi bizzarri e degni d’attenzione come l’architetto paracadutista ad 81 anni. Lo stile è sempre il mio: semplice e frizzante al tempo stesso.

Freetime 42 - Eva Spampinato

L’intervista che ti ha entusiasmato di più, quella che ti ha messo più in difficoltà e quella che ancora non hai fatto?
L’intervista che mi ha entusiasmato di più è stata quella ai Gotan Project, luglio 2007 in concerto a Catania: io ero pazza di loro.
L’intervista che mi ha messo più in difficoltà arriva il 30 aprile del 2008. Mi è rimasta incisa sulla pelle, per l’angoscia che ho provato. Lorena Cultraro, 14 anni, uccisa a Niscemi da un branco di coetanei (15-16-17 anni), perché aveva detto di essere incinta di uno di loro. Torturata, soffocata, bruciata e legata a un masso e gettata in un pozzo. Il circo mediatico invase Niscemi e io facevo parte di quel carrozzone.
Quando farò l’intervista che ancora non ho fatto, ti Whatsappo.

Tu e la movida catanese: faccela conoscere dal punto di vista di chi la organizza, la vive, la fa e poi la racconta…
Qui tocchi un tasto delicatissimo: la movida a Catania è una cosa seria. Oltre ad esserci un milione di locali e localini dove si fa musica, ci sono vere e proprie “bande” (di organizzatori) rivali che ogni tanto stringono alleanze contro un nemico comune più grande. Poi le alleanze si rompono, scatta la campagna acquisti tra pr (quella gente che porta gente), i pettegolezzi, le telefonate tattiche, le proposte, la ricerca del dj con il più ampio numero di amici su Facebook (perché ormai il dj è anche promoter e se vuole lavorare, deve “portare gente” al locale. Come se fosse un organizzatore. Eresia negli anni ’80 e ’90 dove la selezione dei dj era rigidissima e dovevi buttare sudore sui vinili per affermare la tua preparazione in consolle). Ma torniamo alla domanda. Catania ha la vita notturna più movimentata e variegata dell’isola. La tradizione delle discoteche è ben radicata e ci sono club che si sono imposti per qualità ed importanza anche all’estero, dove è cresciuta nel tempo la mia piccola cultura musicale, avendo la fortuna di frequentare certi luoghi e poi conoscere gli artisti, parlare di musica.

Il modo di vedere questo mondo è cambiato per te, con il tempo, crescendo?
Sarebbe grave il contrario. Il tempo che scorre porta con sé quella miracolosa cosa chiamata cambiamento. L’importante è recepirlo nel modo più sano e funzionale possibile. Fisico, attitudini e interessi sono cambiati, gli impegni lavorativi (quelli seri) aumentati, ma continuo ad appassionarmi quando mi propongono progetti interessanti, quando c’è da esprimere creatività. È la mia valvola di sfogo.

Qual è il tuo rapporto personale con la musica?
Vitale. Vivifico. Sapevo che prima o poi la musica mi avrebbe portato da qualche parte, per questo continuavo a seguirla. Pur, in fondo, non avendo nulla a che fare con lei (non suono strumenti, non capisco gli accordi, non ho vissuto in una famiglia di artisti). L’ho seguita sino a Stromboli, la musica. E lì, nell’estate del 2011, mi ha fatto trovare Fabio Ruggiero, il mio fidanzato. È rimasto colpito dalla mia selezione musicale e mi ha ribattezzato Jive, dal genere musicale. Mi disse: “jive è il tuo stile”. Siamo ancora insieme e lui è il mio Maestro. Da cultore di musica (è un jukebox vivente) mi spiega le differenze tra un genere e l’altro, la storia delle correnti musicali, dei pezzi, della Catania anni ’80, di cui lui è degno rappresentante. Appena ascolto un brano nuovo corro da lui a sentire il suo giudizio. Il mio unico rimpianto è non aver imparato a suonare il piano, come avrebbe voluto mia madre.

Quale è la cosa che ti diverte di più fare, al lavoro o fuori?
Prima che il mio migliore amico, Giuseppe Bicceri, decidesse di regalare alla città e alle donne di New York City il suo talento e la sua anima, il mio divertimento più grande risiedeva nel trascorrere del tempo con lui. Ogni occasione era buona per creare un evento, dare un tema e un titolo alla serata, cotonarmi il ciuffo. Adesso, invece, mi diverto a star dietro ad una peste di due anni e mezzo, Elettra…mia nipote!

Freetime 42 - Eva Spampinato

Quale è la cosa che ti piace di più di Catania e quella che proprio detesti?
Sciare sull’Etna in inverno, a quota 2.500 metri, con il cratere di Sud Est in continua attività. Il mare di Acitrezza in inverno, la primavera in centro storico, le Isole Eolie in estate. Tutto a piccole dosi, però. Il fascino sta proprio nella fugacità del momento e Catania ti permette di fare tutto questo. Detesto la misera gestione del nostro inestimabile patrimonio naturale, gli zingari che ti danno il benvenuto appena atterri a Fontanarossa. Odio come è ridotto Corso Sicilia, dormitorio a cielo aperto, e la puzza indecente dietro il Teatro Massimo Bellini. Cribbio!

Se dovessi andare a vivere in un’altra città, quale sceglieresti?
Milano: per la moda e tutto il suo indotto; gli amici; i concerti; perché è una città funzionale e organizzata. Verona: perché è la città del cuore, dove vive il mio fidanzato, quando non è a Catania. Deliziosa, pulita, ordinata, piena di negozietti vintage dallo stile inimitabile. Ottimo cibo e ottimo vino.

Il prossimo evento che contribuirai a organizzare?
Per ora non mi sbilancio, siamo in piena “movida mercato”!

Che facciamo quest’estate?
Mi servono altre due pagine. Ce le hai? Per farla breve. In estate i catanesi si spostano sui litorali, dalla Plaia alla Scogliera e fino a Taormina. Il gruppo della Polpetteria con i ragazzi di Tensione Evolutiva e Mimmo Polizzi faranno base fissa alla Vela, ad Acireale, e apriranno l’estate con una mega festa di compleanno per i 40 anni del Banacher, storica discoteca catanese. Il gruppo Moucha continuerà al lido Bellatrix, di giorno lido e di sera risto-disco. Il gruppo del Ma si trasferisce in campagna, alla Qubba, a San Giorgio, due passi da Catania. Una “music factory” nata all’interno di una antica masseria immersa nel verde (venerdì sarà Summer or Nothing, sabato Disco Ring e Qubba Libre con il rock, per la musica dal vivo arriveranno i Denovo, Tonino Carotone, Marta sui Tubi, Dente). Sul fronte Plaia, invece, ci sarà il gruppo del Barbara Disco Lab a trasformare ancora una volta la spiaggia dell’Afrobar della Cucaracha nella California d’Italia (il primo maggio hanno registrato 15 mila presenze).

Foto Simone Aprile

0 0 2564 08 novembre, 2014 People , Province novembre 8, 2014

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