PAOLA IABICHINO. I LIBRI SONO LO SPECCHIO DELLA SOCIETÀ
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PAOLA IABICHINO. I LIBRI SONO LO SPECCHIO DELLA SOCIETÀ

Paola Iabichino vive a Modica. Restauratrice di libri antichi e una vera e propria artista nella legatoria e nella produzione, rigorosamente artigianale, di album fotografici e oggetti in pelle. Un vulcano di idee, realizzate con grande passione. Senza togliere tempo agli amori della sua vita, il marito e i due figli.

Foto di Simone Aprile

Quando è iniziata la passione per l”antico e per il restauro?

A 19 anni ero orientata a fare restauro. Ho scelto, quindi, l”Accademia delle Arti ad indirizzo restauro, un”accademia privata di Catania. Lì è nato un proficuo rapporto con un insegnante che mi ha guardato con occhio particolare riconoscendo in me una passione innata. Mi ha accompagnata in questi anni di esperienza, divenendo poi un collega. Finito questo ciclo di studi, ho sostenuto l’esame di ammissione per la Scuola Europea di Restauro del Libro di Spoleto. Ho superato l’esame. Quella è stata l”esperienza dominante della mia formazione, ho conosciuto insegnanti da ogni parte del mondo, e ne ho appreso le diverse tecniche di restauro. Adesso lavoro in proprio. Ogni tappa ha una storia a sé, perchè ogni oggetto da restaurare ha la propria storia, ognuno è diverso dall”altro.

Fino ad oggi, qual è stato il suo lavoro più prestigioso?

Nell”anno di stage ho lavorato per laboratori privati, ma anche per la biblioteca regionale in Sicilia, a Palermo. E alla British Library, a Londra. Il restauro senza dubbio più importante è stato quello del manoscritto etiopico del quattordicesimo secolo. Un “libro scatola”, una rarità. Ne esistono soltanto quattordici esemplari in tutto il mondo.

Fondare biblioteche è un pò come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. (Marguerite Yourcenar – Memorie di Adriano). Lei ha restaurato numerosi e preziosi volumi, qual è il suo approccio, al di là dell”esperienza e della bravura dal punto di vista professionale, nel recuperare e riportare all”originale splendore un testo antico, che testimonia come la carta, seppure nella sua precarietà, si tramanda nei secoli?

Il libro, contrariamente a quello che pensano in molti, non è solo un testo. Esso ha una doppia valenza perchè è un oggetto di importanza storica, come un dipinto, come un mobile o un”opera d”arte. Riporta le caratteristiche dell’epoca da cui proviene. E” lo specchio della società. Ci sono libri in madreperla, alcuni オンライン カジノ hanno gioielli sulla copertina, altri hanno capitelli coronati o coperte in seta o velluto. I libri ci dicono se sono nati in un ambiente umile, aristocratico o ecclesiastico, può essere semplice, sontuoso, prezioso. Paradossalmente nei lavori di restauro l”importanza del testo va in secondo piano; oggi si punta sull”aspetto della conservazione più che del restauro. Il restauro comporta lo smontaggio e la conseguente perdita di alcuni elementi. La conservazione, invece, mira a consolidare gli elementi esistenti della legatura. E” un”operazione più complicata e più lunga, ma garantisce al libro il rispetto della sua identità.

La sua attività non si ferma al restauro. C”è anche una passione, che diventa anche lavoro, riguardante la produzione artigianale di album fotografici e di oggetti in pelle.

La produzione di legature artistiche nasce con l’idea di integrare l’attività di restauro, ma diventa un modo per uscire fuori dalle ripetizioni meccaniche che ci sono comunque in alcune fasi di restauro. Operazioni che possono risultare molto lunghe e che vengono piacevolmente alternate alle fasi di legatoria artistica, perché si usano materiali colorati, si progetta con fantasia e creatività, si può spaziare alla ricerca di nuovi materiali. Tutto ciò non è possibile con il restauro dei testi antichi.

Tra i libri che ha letto, qual è il suo preferito? Quale la “rappresenta”?

Da piccola ho letto e riletto sei o sette volte “L”Isola del tesoro” di Stevenson. Poi, più grande, ho amato tanto “Cent”anni di solitudine” di Marquez: è uno dei più belli. Adoro Marquez e la Allende, quelle storie tra sogno e realtà. Di recente ho letto “La zia marchesa” di Simonetta Agnello Hornby. Molto bello, con tanti particolari legati alla nostra terra.

Le “prossime” pagine del “suo” libro, ossia i suoi sogni nel cassetto…

Vorrei correre su tre o quattro cavalli, ossia vorrei portare avanti più cose insieme.

0 0 1562 15 febbraio, 2013 Arte febbraio 15, 2013

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