NANCY BARONE WYTHE E IL SENSO DELLA VITA
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NANCY BARONE WYTHE E IL SENSO DELLA VITA

Parla inglese la cittadina di Santa Croce Camerina. Quell’inglese imparato tra i banchi della scuola che Nick Wythe ha aperto da qualche anno, quando con la moglie, Nancy Barone, ha deciso di vivere a due passi dal mare, lo splendido litorale di Punta Braccetto, dove i tramonti rallegrano la vista e riempiono il cuore.

foto di Marcello Bocchieri

In una bella villa lungo la strada che da Santa Croce porta al mare, immersa nella campagna, Nancy e Nick condividono il loro amore. E le loro passioni. Nancy scrive romanzi, storie di donne e gialli, ma sempre con un pò di… rosa. Li leggono molto in America. “Piacciono ovviamente di più alle donne – spiega con un sorriso contagioso -, ma anche amici mi hanno fatto sapere di gradire molto quello che scrivo”. Nick è originario di Londra, Nancy è nata in Canada ed ha poi studiato all’Università in Toscana. “I miei genitori – racconta – sono originari di Santa Croce, ma io sono nata e cresciuta in Canada. Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere a Pisa, non essendoci concorsi, perchè io volevo insegnare, sono tornata in Canada. Li ho conosciuto Nick e abbiamo deciso di stare insieme e vivere qui a Santa Croce. Ci siamo conosciuti in una ditta che si occupava di prodotti che si vendevano tramite cataloghi, quando ancora non c’erano gli acquisti on line.Lavoravamo in amministrazione. E’ nata un’amicizia, ma nulla di più. Ci siamo ritrovati per caso anni dopo, e abbiamo detto ok, forse sta per funzionare qualcosa. Ed è nata la nostra storia. Siamo sposati da sei anni. Poi ho vinto il concorso. Insegno a Cava D’Aliga, in una scuola media. E’ una piccola scuola, in una casa presa in affitto. C’è un bel rapporto, c’è più contatto umano. Con i miei alunni sono severa, ma giusta. Preferisco non ricorrere ai rimproveri, se sbagliano li guardo male o li imito. Una volta, un alunno si era messo gli occhiali da sole in aula. Potevosgridarlo, ma ho preferito prendere i miei occhiali da sole e metterli. Poi ho poggiato i gomiti sul tavolo ed ho iniziato a fissarlo. Lui ha capito, ha sorriso e li ha tolti”.

Insegnante di mattina, scrittrice di pomeriggio. In che modo si organizza?

Fino ad oggi ho pubblicato sei libri. Un altro è stato accettato. Ce ne sono altri undici a cui sto lavorando, perchè non riesco a scriverne uno per volta. Devo avere più cose insieme, altrimenti mi annoio. Il mercato è quello anglofono, perchè qui pochissime persone leggono in inglese. Anche se c’è una comunità inglese tra Modica e Ragusa. Ogni tanto ci riuniamo. Sono persone un pò meno giovani di noi, già in pensione. Non avendo l’incombenza del lavoro, hanno deciso di lasciare tutto e di andare a vivere nel posto più bello del mondo. Sì, per me è davvero il posto più bello del mondo. Ho vissuto a Toronto, a Londra, in Toscana, che è bellissima, ma non c’è paragone. Non è tanto per le bellezze naturali, quelle famose. Ma è lo spirito… come se la terra emanasse qualcosa di speciale che nessun’altra terra emana. È come se venisse dal suolo, non lo so dire… Ho provato a raccontarlo anche nei miei scritti. Ho scritto la sceneggiatura di un film D’amore e d’America. Parla di alcuni delitti dovuti allo scirocco. Con quel caldo ragioni di meno. Nei miei racconti questo caldo è come un agente non tanto malefico, ma propulsore… un personaggio vero e proprio a cui non puoi dire di no.

Il posto preferito dove mettersi a scrivere è il bordo piscina?

Meno male che c’è altrimenti non avrei scritto più nulla. Alcune volte mi metto sotto il gelso.

Le donne sono al centro delle sue opere, come vede le donne siciliane ed in particolar modo quelle della zona in cui vive?

Le vedo sempre più indipendenti. Mentre prima vivevano all’ombra dei propri padri e poi dei mariti. Oggi questa cosa non c’è più. Forse per l’influsso dei media. Ora riescono ad uscire da questo gruppo famiglia che può essere una trappola se glielo permetti.

Una terra stupenda, ma con dei limiti?

Non mi piace l’emarginazione che devono subire i tunisini. Sono persone speciali. E poi la burocrazia: è troppo lenta. Mio marito ogni volta che deve andare in posta ha gli incubi. Nel mondo lavorativo ci sono persone che non si presentano per i lavori, c’è un certo menefreghismo. Per fortuna vedo che diventa sempre più raro, ma ne ho sentite di storie non proprio belle.

Tanti gli amici che dall’estero vengono a visitare questa terra che affascina tanto da decidere di viverci tutta la vita. Che impressione hanno avuto loro?

Si sono subito messi a cercare casa qui. Nell’attimo in cui sono arrivati, amici canadesi e inglesi, hanno immediatamente chiesto di contattare un agente immobiliare. Ci hanno visti bene inseriti, e quindi hanno deciso di trovare casa qui.

Il vostro sogno nel cassetto?

Viaggiare, vedere tutto il mondo e raccontarlo. Una tappa che vorremmo fare al più presto? L’Australia. Noi siamo molto contenti di vivere qui. E’ anche una bella sfida insegnare qui, dove le regole vengono anche contorte un pò. Non ci dispiacerebbe anche rimanere in qualche modo legati a Londra. Magari vivere sei mesi qui e sei mesi lì.

0 0 1354 08 agosto, 2012 People agosto 8, 2012

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