LA PADRONA SI CHIAMA... MARGHERITA RIZZA
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LA PADRONA SI CHIAMA… MARGHERITA RIZZA

Originaria di Scicli, nata a Palermo, dove ha studiato dai Gesuiti, al liceo scientifico Gonzaga. Poi la laurea in Giurisprudenza e il concorso alla Regione. “In realtà ne vinsi due, uno da archivista ed uno da dirigente, e ovviamente scelsi il secondo”. Margherita Rizza è il commissario straordinario del Comune di Ragusa dal 25 settembre scorso.

Foto di Simone Aprile

Il suo nome è scritto già nell’albo dei sindaci e dei commissari della città nell’ufficio di palazzo dell’Aquila che ospita il primo cittadino. E’ dirigente del servizio ispettivo dell’assessorato regionale alle autonomie locali. E tra gli incarichi che toccano ai dirigenti, c’è anche quello di curare le fasi commissariali degli enti pubblici. “La prima esperienza da commissario – racconta – fu otto anni fa, a Carlentini. Poi a Pachino: fu un’esperienza molto forte per la situazione di povertà che c’è in quella città. Era anche un momento caldo per le vicende legate ai rifiuti, con incendi di cassonetti continui. Sono poi stata a Sortino, Belmonte, Scicli e quindi a Ragusa, per la prima volta in un capoluogo”. Il territorio ibleo, in realtà, lo ha sempre frequentato. A Sampieri ha una casa. “Qui sto vivendo una bellissima esperienza. Sono posti che a me piacciono molto, a cui sono legata. Per 14 anni sono stata responsabile di area all’assessorato Beni Culturali. Avevo quindi contatti con la Soprintendenza e con il Museo di Camarina. Quello di commissario è un lavoro nel lavoro, perchè non è un incarico ma fa parte del nostro lavoro ordinario. Ma è certamente il lato più bello, perchè s’impara a conoscere una comunità, si cerca di risolvere i problemi. Ed a volte ci si riesce”. Margherita Rizza è sposata con un dirigente regionale, esperto in temi legati all’agricoltura. L’unica figlia, che ha 20 anni, ha scelto invece un’altra strada. Studia a Milano, intepretariato.

La vita del commissario Rizza è frenetica, come riesce a conciliare impegni lavorativi e vita familiare?

Aggiunga pure (nda: risponde sorridendo) che ho una mamma di 88 anni che vive con me a casa, a Palermo. Ormai è una gestione facile. Mia figlia è grande e vive da sola. Non devo portarla qua e là come quando era piccola. E’ da otto anni, ormai, che faccio questa vita, e ci sono abituata. Ho un aiuto a casa, soprattutto per mia madre, ma poi riesco ad organizzarmi. Viaggio molto, ed ho imparato a sfruttare il tempo in auto leggendo i documenti di lavoro, i giornali. Preparo il materiale che mi serve. Sono molto tecnologica, uso il mio tablet.

Dalle carte dell’ufficio ai libri di lettura.

Io leggo molto. Adesso sto leggendo l’ultimo libro di Andrea De Carlo. Poi toccherà all’ultimo della Rowling. Amo molto i gialli, sono decisamente il mio genere preferito, ma poi leggo un pò di tutto.

Il legame con i Gesuiti non si è mai spezzato?

Io sono una gonzaghina, così chiamano i ragazzi che studiano dai Padri Gesuiti a Palermo. Chi fa la scuola da loro rimane direi impregnato. E molti amici che ho ancora sono quelli della scuola, amicizie solide che vanno avanti da una vita.

Mark Twain diceva “L’umanità senza la donna sarebbe scarsa, anzi scarsissima”. Cosa ne pensa?

Assolutamente d’accordo. Però io non la considero più neanche una conquista. Anzi, è un fatto assolutamente normale che le donne abbiano anche ruoli di responsabilità. Io mi sento perfettamente uguale agli uomini. La Regione siciliana è molto al femminile, anche a livello apicale. Mio padre mi diceva sempre o insegni o vai a lavorare alla Regione. Ho preferito la seconda opzione, per la prima non ero portata.

Problemi da risolvere, centinaia di telefonate a cui rispondere, situazioni critiche a cui dare una risposta. Quando trova il tempo per sé?

Il sabato e la domenica sono sacri, sono dedicati a me e alla mia famiglia. Ovviamente se ci sono emergenze si interviene, ma quello è lo spazio che dedico a me. Sampieri è il mio regno, la mia isola felice.

Pregi e difetti…

Oddio, dovrebbero dirgli gli altri. Comunque riconosco che sono una grande lavoratrice. Poi sono ostinata, caparbia… a Palermo si dice vinciusa… Però ascolto tutto, riesco anche a tornare indietro nelle mie decisioni. Certo sono battaglie anche quelle, perchè di solito quando prendo una decisione vado avanti.

Margherita Rizza è un’ottima cuoca. E dal momento che di tempo ne ha sempre poco, considera l’arte di “creare” specialità deliziose come un vero e proprio hobby.

Della cucina ragusana adoro i ravioli di ricotta. Li porto spesso a Palermo. Qui mi manca un pò la pasta con le sarde. Ma sono due cucine buonissime: dico sempre che noi siamo arabi e voi greci, nell’arte culinaria. Un mix perfetto che spesso accosto quando cucino io.

C’è un sogno nel cassetto, avere di nuovo del tempo per viaggiare.

La mia prossima meta? Vorrei andare in Messico. Ma ci vogliono almeno venti giorni liberi. Per il momento non lì ho! (nda: risponde sorridendo).

0 0 1630 15 febbraio, 2013 Istituzioni , Province febbraio 15, 2013

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