DIARIO DI UNA GIORNATA IN MARE CON LA PROTEZIONE CIVILE
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DIARIO DI UNA GIORNATA IN MARE CON LA PROTEZIONE CIVILE

È mattina. Il porto di Marina di Ragusa inizia a risvegliarsi. Arriviamo al molo. Ad attenderci “Prestige”, “Barracuda” e “Squalo”, le imbarcazioni della Protezione Civile – due gommoni e una moto d’acqua – che prestano servizio di pattugliamento e soccorso nel tratto di costa ragusano dalle 9 alle 19 di ogni giorno. Il servizio di salvataggio del Comune di Ragusa è gestito da uno staff di coordinamento formato da Giuseppe Schembari, il responsabile, Giuseppe Diaria e Carlo Migliorisi, e dall’ufficio direttivo che fa capo a Marcello Dimartino. Il gruppo di volontari è composto da 45 unità operative.

Permesso accordato. Saliamo a bordo per scoprire anche quali sono le insidie che il mare può nascondere, seppur imperturbabile, e, nella nostra breve traversata, intendiamo capire come la prevenzione, attraverso le campagne di sensibilizzazione, sia l’espediente migliore per ridurre il numero degli incidenti. Abbiamo assistito ad una serie di simulazioni di soccorso in acqua, per meglio renderci conto di cosa vuol dire essere “angeli del mare”. Si accendono i motori.

Con il sole sul viso e il vento tra i capelli inizia la nostra avventura tra cielo e mare.

 

Foto di Marcello Bocchieri

Terra – mare, connubio costante nel periodo estivo per svolgere le vostre mansioni di soccorso. Quale la soddisfazione più grande al termine della giornata di lavoro?

Non esiste cosa più grande al mondo che salvare una vita umana. Non esiste sensazione comparabile a quella dell’adrenalina che ti scorre nelle vene quando sai che la vita di una persona dipende dalla tua azione di salvataggio. In quel momento non riesci a pensare a nient’altro. È una sfida contro il tempo. Una sfida che ti porta a tirare fuori il meglio di te stesso. La soddisfazione più grande è la gratitudine di cui sono colmi gli occhi delle persone che abbiamo tratto in salvo e la riconoscenza e la premura dei loro parenti e amici nell’accertarsi che anche le nostre condizioni siano buone. In quegli sguardi, in quelle parole, la stanchezza svanisce. In quell’attimo ti rendi conto che ne è valsa veramente la pena.

Cosa prevede il vostro addestramento quando si deve correre per un soccorso in mare?

La tempestività è il fattore determinante di ogni intervento in mare. Per essere veloci e padroni delle tecniche di nuoto e recupero ci si deve sottoporre ad un addestramento e ad una formazione continua sia teorica che pratica. Il nostro training si svolge in due settori: conduttori e soccorritori dei mezzi nautici e assistenti bagnati da terra. Per quanto concerne i mezzi nautici l’introduzione delle moto d’acqua è stata di fondamentale importanza in certi tipi di interventi e permette altresì di mettere velocemente in sicurezza il bagnante in difficoltà, sulla spiaggia, luogo in cui gli saranno prestati i primi soccorsi. Inoltre, grazie all’impegno e alla dedizione di Enzo Cultrera – che ha addestrato tra gli altri anche il labrador Kira, oggi in azione con noi – il nostro servizio si avvale anche del supporto dell’unità cinofila di ricerca e soccorso sottoposta alle cure del nostro veterinario, Ernesto Turlà.

In tutti questi anni di attività quali le insidie che sono emerse dal mar Mediterraneo che lambisce la costa iblea e per le quali siete dovuti intervenire?

Le insidie sono sempre in agguato e si nascondono anche in una tranquilla giornata d’estate. Il nostro mare si sta sempre più tropicalizzando, questo fenomeno ha come conseguenza l’aumento delle meduse le cui sostanze urticanti provocano una reazione infiammatoria acuta, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore che può mettere in serio pericolo il bagnante. Ma i rischi maggiori sono sempre legati alla negligenza e all’incoscienza umana. L’annegamento per idrocuzione, o shock termico, che avviene quando ci si immerge rapidamente in acqua dopo una prolungata esposizione al sole, è una delle cause principali di intervento. Inoltre, si deve stare molto attenti a non fare il bagno negli appositi corridoi di lancio riservati al transito temporaneo dei natanti e non ci si deve allontanare più di 300 metri dalla battigia per evitare di essere travolti dalle imbarcazioni che percorrono le rotte in entrata e uscita dal porto.

Rispetto la vostra esperienza, viene rispettato il senso civico a mare?

Non entrare in acqua se non si è in perfette condizioni psicofisiche, se il mare è agitato o troppo freddo e quando è esposta la bandiera rossa; evitare di stare sotto il sole a lungo, di bere alcolici ad alta gradazione, di lasciare rifiuti e cicche di sigarette sulla spiaggia; non forzare il proprio fisico anche se si è buoni nuotatori e non allontanarsi oltre il limite consentito. Queste dovrebbero essere delle consuetudini incentrate sul buon senso, l’educazione e il rispetto degli altri. Per quanto abbiamo potuto constatare il senso civico dell’utenza sta di anno in anno migliorando anche per merito dell’incremento delle campagne informative e di sensibilizzazione messe in atto dal servizio “Spiagge Sicure” del Comune di Ragusa.

Quali le storie che vi hanno reso eroi da una parte e comunque soddisfatti per il buon esito della missione di salvataggio dall’altro?

Ce ne sono tante, tutte affrontate con le stesse tecniche, ma tutte sempre e comunque con sfumature diverse. Ogni operazione di salvataggio è, infatti, unica e irripetibile. Salvare un bambino o un’intera famiglia in balia delle onde, ma anche semplicemente ritrovare in spiaggia il figlioletto scomparso di genitori in preda al panico, sono operazioni che ci rendono fieri di aver scelto volontariamente di aiutare il prossimo, di poter garantire un servizio di vitale importanza per la nostra comunità. Eroi? Per qualcuno sicuramente lo saremo, a noi basta sapere che ogni giorno abbiamo portato a temine la nostra missione, abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo salvato una vita.

Alla fine, il mare come deve essere giustamente vissuto?

Il mare deve essere vissuto con estremo rispetto perché se da un lato è amico dall’altro può diventare pericoloso nemico. Questo è il motivo per cui abbiamo attivato delle campagne di sensibilizzazione anche nelle scuole. Il progetto “Sicuramente Informati”, realizzato dai nostri tecnici su iniziativa dell’Amministrazione Comunale e in particolare degli Assessorati alla Pubblica Istruzione e Protezione Civile, ha coinvolto circa 4.000 alunni e le loro famiglie. Divulgare le informazioni riguardanti i rischi presenti nel nostro territorio è una delle risorse migliori che possiamo sfruttare per prevenire ed evitare eventuali incidenti dovuti alla disinformazione e di conseguenza alla negligenza del cittadino.

 

0 0 1131 08 agosto, 2012 Istituzioni agosto 8, 2012

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