CICCIO DISTEFANO  “IL PRINCIPE DELLE PARALLELE”
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CICCIO DISTEFANO “IL PRINCIPE DELLE PARALLELE”

 

La prima volta in palestra a soli cinque anni. Esperienza “drammatica”. C’è tornato un po’ più grande, ed ora non vuole uscire mai da quella bella struttura di contrada Selvaggio a Ragusa. Francesco Distefano, dodici anni compiuti da poco, è una promessa

della ginnastica artistica. Francesco è vice campione nazionale nella categoria allievi. Un campione in palestra, uno studente modello a scuola, alunno della seconda B della media Vann’Antò.

Foto Giuseppe Giordano

“All’età di cinque anni – racconta – mia madre e mio padre, entrambi insegnanti di educazione fisica, per le mie caratteristiche fisiche, mi portarono in palestra dove si praticava ginnastica artistica, ma piangevo come un disperato. Il mio attuale allenatore, Claudio Farruggio, vedendomi sempre piangere, disse ai miei genitori che non era il caso di continuare. Mi dedicai allora alla pallacanestro, raggiungendo ben presto ottimi risultati, ottenendo diversi premi: quali miglior realizzatore, miglior passatore. Mi chiamavano, per via della mia eccelsa statura, diciamo così, “nano superstar”. La gioia più grande in un torneo a Montelepre: allo scadere del tempo presi la palla e tirai dalla metà campo facendo canestro. Che esperienza gli anni del basket: un grazie lo devo soprattutto ai miei compagni di squadra e ai miei allenatori: Alessandro Vicari che mi ha visto crescere, Paolo Licitra che è stato il mio primo allenatore e per finire Giorgio Dimartino con cui giocavo nelle rappresentative per i tornei”. Durante l’estate 2011 ho conosciuto un bambino romano che faceva tuffi, su Youtube vedevo filmati dei tuffi e mi entusiasmai, volevo farli anche io. Mia madre, però, mi disse che per fare i tuffi bisogna avere la preparazione della ginnastica, così mi convinsi a praticarla. Durante il primo anno facevo contemporaneamente basket e ginnastica”. Nel 2012 tanti bei risultati con il basket ed anche belle amicizie, grazie agli scambi tra le società. “Durante un torneo ho conosciuto Andrea, di Roma. Oggi, oltre ad essere un mio caro amico, è anche un mio fan”. A giugno 2012 il primo saggio di ginnastica artistica. Ed è stato lì che coach Vicari ha capito che avrebbe “perso” un suo piccolo campione. Alcuni mesi dopo la necessità di fare una scelta, troppi allenamenti, la scuola. “Mamma e papà mi hanno lasciato libero di decidere, lo stesso facevano coach Vicari e il mio allenatore di ginnastica, Claudio”. E’ toccato ad uno storico amante della palla a spicchi dare il “consiglio giusto” a Francesco. “Un giorno, davanti la palestra della scuola dello sport, il presidente del Coni Sasà Cintolo mi ha detto senza esitazioni: lascialo perdere il basket e vai con la ginnastica”. Da allora gli sforzi di Francesco sono stati quotidiani. Due e anche tre

ore di allenamento ogni giorno, anche il sabato. Novembre 2012 la prima gara allievi. “L’emozione mi ha giocato un brutto scherzo, sono scivolato nella prova al volteggio ed ho centrato solo il terzo posto regionale”. Ma il 2013 è stato l’anno decisivo. “A gennaio ho iniziato i duri esami per far parte del Team Sicilia A (squadra a cui accedono atleti di interesse nazionale) e in tutte le prove sono arrivato sesto, ma primo nella prova fisica: un bel risultato visto che i primi 5 erano tutti della fascia superiore. E da lì è iniziata l’esperienza dei collegiali guidati dal professore Gianni Nicotra di Catania”. Tuttavia un nuovo stop, una frattura al piede, ha bloccato Francesco per qualche settimana. “Le cure del mio carissimo amico medico Antonio Zisa mi hanno rimesso in piedi. Il 2 marzo 2013, a Marsala, secondo posto regionale. A novembre il titolo di campione regionale. Poi l’accesso alle finali nazionali di Mortara. Avevo paura di fare una brutta figura, non volevo nemmeno andarci. Papà e mamma mi hanno convito”. Dopo una brillante gara in tutti e quattro gli attrezzi: parallele, sbarra, volteggio e corpo libero è arrivata la medaglia d’argento. Che gioia! Tutti i sacrifici fatti avevano avuto la giusta ricompensa. L’inizio del 2014 è sotto i migliori auspici, con la prima prova nella gara di serie C, che ha visto la squadra trascinata da Francesco vincere il primo posto. “I miei prossimi obiettivi? Li deciderò insieme al mio allenatore e al mio direttore tecnico, in cuor mio vorrei salire l’ultimo gradino del podio… e chissà l’Accademia! Ma mamma e papà mi ricordano sempre di tenere i piedi a terra!”. E Ciccio dimostra di avere tanta umiltà.

“Vi ho parlato fino ad adesso di Ciccio sportivo, ma voglio ricordarvi che rimango, nonostante gli allori, un bambino che va a scuola e conoscendo il famoso detto mens sana in corpore sano, anche i miei voti sono da medaglia d’argento”. La pagella del primo quadrimestre è costellata di nove e dieci e solo qualche otto. Ciccio ha però un’idea fissa… Youtube. “Studio i movimenti dei grandi campioni della ginnastica per impararli e poter diventare bravo quasi come Kohei Uchimura, il mio idolo”. C’è un rapporto speciale con il suo allenatore. Un feeling iniziato subito. “Il nostro rapporto non è solo come un allievo e un allenatore, ma per me è come un parente, un adulto di riferimento importante per la mia crescita. Quando Claudio deve farmi notare un errore lo fa con un tono pacato. Mi fa capire il bene che mi vuole, questo è il nostro rapporto…un bellissimo rapporto”. Claudio conferma: “Il nostro è quello che si può definire il rapporto ideale tra allievo ed istruttore, per tutta una serie di motivi. Il ruolo dell’istruttore si basa soprattutto su rapporti di sensibilità reciproca. Molte volte non basta insegnare con competenza e serietà se poi non si instaura un buon rapporto di fiducia e di positività tra istruttore ed allievo. E se poi entrambi hanno la consapevolezza dei propri sentimenti, i progressi sono ancora più netti e veloci. Quando l’istruttore percepisce positività nei suoi confronti da parte dell’allievo, troverà più facile il lavoro e lo stesso sarà più efficace. Se l’allievo sa di essere gradito dal suo istruttore, si allenerà con fiducia e serenità e, accettando le critiche costruttive, cercherà di correggersi e migliorarsi. Questo è il rapporto ideale e questo in sintesi è quello che c’è tra me e Ciccio”.

 

0 0 2123 04 luglio, 2014 Spettacolo luglio 4, 2014

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