CARLO GIUNTA.
  • CARLO GIUNTA. “MI REPUTO SOLO UN FOTOGRAFO”!
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CARLO GIUNTA. “MI REPUTO SOLO UN FOTOGRAFO”!

Ho sempre sognato di fare questo lavoro, sin da piccolo. I miei compagni di scuola, i miei amici più cari mi ricordano per le vignette, le caricature (anche poco riverenti) fatte in classe ai professori e compagni. Il lato creativo che ho sempre avuto mi ha accompagnato in tutte la fasi della mia crescita, portandomi, dopo il diploma, a studiare grafica pubblicitaria presso l’accademia L.Cappiello di Firenze, dove, nel lontano 1983, ho conseguito il diploma con il massimo dei voti. Un articolo sulla Nazione di Firenze e diverse proposte di lavoro a Milano e Roma, che ho rifiutato (scelta di cui continuo a non pentirmi) perché ho sempre creduto in questo lavoro, ma fatto nella mia terra, che ad oggi mi ha dato un sacco di soddisfazioni”. A raccontarsi è Carlo Giunta…

Foto di Marcello Bocchieri

Fotografo pubblicitario, fotografo commerciale, l’appellativo di artista, mi infastidisce non poco” – spiega lui stesso. “Oggi – dice Carlo – si tende a definire artista, a dare e a darsi questo titolo in maniera molto leggera e gratuita. Io mi reputo solo un fotografo a cui ci si rivolge per poter vendere, lanciare sul mercato un prodotto; un professionista che risolve problemi e che cerca di soddisfare al meglio le esigenze di comunicazione, legate a campagne pubblicitarie o anche a prodotti o oggetti di per sè banali o difficili da fotografare, cerco di interpretare e trasporre in immagini quello che la committenza vuole e quello che al mercato in quel momento “piace”, in poche parole mi definisco un supporto importante per Agenzie pubblicitarie ed aziende”.

Di cosa ti occupi in particolare?

La mia specializzazione è la fotografia di food, alimentare, mi occupo di still-life in genere (fotografia di oggetti), fotografia industriale (foto di impianti industriali e di processi di produzione), ritrattistica, mi capita di fare anche foto di moda, ma non è un campo che mi appartiene al 100%, ultimamente lavoro molto con il microstock, sono contributore di diversi siti che vendono foto su internet, un campo che mi dà molte soddisfazioni, in questo periodo diverse mie foto sono tra le prime nella classifica assoluta delle vendite, e considerando che parliamo di un mercato mondiale…

C’è spazio nella fotografia commerciale, al di là dell’esigenza della committenza, per la fantasia e soprattutto l’impronta tua personale?

Lo sbaglio che spesso si fa è quello di considerare la fotografia commerciale una fotografia fredda, senza alcuna spinta creativa od emozionale. Pur non considerando arte quello che faccio, credo che il tocco personale, l’impronta sia fondamentale per la realizzazione di una foto “commerciale”; fare vivere un oggetto, dare l’appetizing cioè rendere appetibile un qualsiasi prodotto, enfatizzare le caratteristiche ed allo stesso tempo nascondere le pecche di un volto piuttosto che di una macchina da caffè, è frutto di una continua ricerca nella propria fantasia che si esprime nella scelta dell’illuminazione giusta, nell’inquadratura più corretta, nell’accostamento dei vari oggetti, nella scenografia su cui disporre il soggetto da fotografare, attingere alle conoscenze artistiche e culturali che ognuno di noi ha, e, non ultimo, nel rendere riconoscibile la mano di chi ha fatto la foto. A tutto questo naturalmente contribuisce, oggi più che mai, la post produzione delle foto, cioè l’elaborazione digitale che avviene dopo l’esecuzione dello scatto, che amplifica all’infinito le possibilità creative del fotografo moderno.

Quali soggetti preferisci, quali gli scatti che ti hanno dato maggiori soddisfazioni, al di là dell’aspetto meramente economico?

Sicuramente le campagne realizzate per la Moak con cui collaboro già da diversi anni. Soprattutto i calendari Moak, nati da una scommessa fatta da me e dalla vulcanica Annalisa Spadola, i cataloghi e le campagne della Seipo, i servizi per Loredana Roccasalva, ma anche tanti altri lavori realizzati per aziende leader come Condorelli, Bacco, Bibite Tomarchio, Marullo, Sicilfruit, Cappello Alluminio, Fitò Semillas, Vega attrezzature per ristorazione, e decine di altre aziende ed agenzie pubblicitarie da cui ho ricevuto il compenso più grande a cui potevo aspirare, quello di sentirmi dire “bravo”. Una grossa soddisfazione l’ho avutaquest’anno, sono stato selezionato insieme a 40 fotografi italiani (unico in Sicilia) per partecipare al concorso fotografico “Grappa Image” il cui tema era “la grappa, orgoglio della tradizione Italiana”, concorso indetto dall’Accademia delle grappe e delle acquaviti, e patrocinato dalla CNA Veneto, dalla Regione Veneta e dalla Provincia di Verona, sponsorizzato dalle più grosse marche di grappa e liquori in Italia, quali Carpenè Malvolti, Averna, Ferrari, Castagner, Francoli, Frattina, classificandomi Terzo assoluto.

La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha. È una frase di Neil Lefer… Condividi?

Concordo pienamente, ma considerando il mio lavoro, mi piacerebbe parafrasare questa citazione con “la mia fotografia non è la realtà, ma quello che ci piacerebbe sia”.

Fotografo per professione… e poi hobby, interessi, sport?

Ho praticato molti sport, dalla pallacanestro alle arti marziali. Adesso, specie in primavera ed in estate, visto l’avversione che ho per il freddo, adoro fare footing, correre mi permette di

estraniarmi dal mondo, concentrarmi su problemi di lavoro che spesso risolvo proprio correndo, ho trovato le soluzioni più azzeccate in pantaloncini e scarpette. Ultimamente, ho restaurato una Giulia Super che mio suocero ci ha lasciato e questo mi ha fatto entrare nel mondo delle auto d’epoca che mi ha coinvolto totalmente, credo sarà una passione che mi porterò nella tomba. Ho anche una discreta collezione di locandine cinematografiche, tutte originali prima uscita, quasi tutte di Totò, ma ho anche molti pezzi rari, Biancaneve ed i 7 Nani del ’38, “Cowboy nel deserto” dei fratelli Marx, un manifesto originale di Stanlio e Ollio “muraglie” del ’32, diversi manifesti pubblicitari degli anni ’50 e adoro collezionare oggetti di modernariato in genere, la cui perla è un flipper del ’64 molto ricercato dagli appassionati, un Williams “Big Strike.

Progetti per il futuro?

Ho un sogno nel cassetto, realizzare proprio qui a Ragusa un grosso studio fotografico, uno studio associato, fatto da professionisti del settore che si occupi prevalentemente di fotografia pubblicitaria ed industriale, una struttura che consenta di soddisfare tutte le esigenze delle varie aziende, dalla moda all’arredamento, dal food allo still-life, dove si possano realizzare scenografie complesse per foto di salotti ed allo stesso tempo fotografare bottiglie per un’azienda vinicola; uno studio che diventi un punto di riferimento per tutta la Sicilia, uno studio fatto da professionisti che lavorino l’uno accanto all’altro spinti non dall’invidia o dal rancore, ma dalla condivisione dell’amore per il proprio lavoro.

0 1 3054 16 febbraio, 2012 Arte , People febbraio 16, 2012

1 comment

  1. Giovanni

    Ho letto con molto e vivo interesse le risposte date dal “fotografo” Giunta. Nelle risposte si rivela il carattere, la maestria, la creatività dell’uomo che è in corsa con se stesso per migliorarsi e dare tutto per il meglio alla comunità che con interesse apprezza. Grazie, Signor Giunta. mi hai commosso, io un piccolo appassionato di fotografia che cerco di fare qualche scatto per conservare attimi che altrimenti andrebbero perduti. Quante cose belle riserva la fotografia è un mare che oltre a mostrare l’orizzonte, nasconde nelle sue profondità tanti tesori che si debbono scoprire e più cerchi più ti rendi conto che puoi farcela. Grazie ancora e un giorno vorrei stringere la sua mano, quella della sua creatività. Giovanni Rosa.
    Vittoria, li 07/08/2014

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