MARIO SCIFO: “COSÌ RESISTIAMO ALLA CRISI”
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MARIO SCIFO: “COSÌ RESISTIAMO ALLA CRISI”

Suo padre Giuseppe è morto quando lui aveva appena 17 anni: senza pensarci due volte e con l’aiuto dei nonni, Mario Scifo si è caricato sulle spalle la responsabilità di portare avanti l’azienda di famiglia, l’Antico Frantoio Oleario di Chiaramonte Gulfi. Adesso la porta avanti con sua moglie Graziana, puntando sulla produzione di qualità ed esportando un prodotto di eccellenza. E da qualche anno, per crescere, si è dato anche alla produzione del vino.

 

Foto  Marcello Bocchieri 

Quando era piccolissimo, Mario giocava sempre nel cortile di casa, che poi era lo stesso dell’azienda dei suoi genitori. E oggi, a trent’anni di distanza, vede ogni giorno i suoi figli correre tra le vasche piene di olive appena raccolte, in quello stesso fazzoletto di terra, alberi, persone che vanno e vengono al ritmo del lavoro in campagna.

Da quando aveva 17 anni questo ha smesso di essere il posto dei suoi giochi, dell’estate, delle passeggiate, ed è diventato tutto il suo lavoro: a quell’età, infatti, Mario Scifo ha perso suo padre Giuseppe, appena quarantacinquenne, e ha accettato la sfida di meritare la sua eredità e soprattutto i suoi insegnamenti, di non far andare sprecati tutti i suoi sacrifici, e di caricarsi sulle spalle, da solo, il futuro dell’azienda di famiglia, l’Antico Frantoio Oleario di Chiaramonte Gulfi. Un’azienda che funziona e cresce grazie alle mani operose, all’ingegno e alla passione della famiglia Scifo da ben cinque generazioni. “L’ho fatto con l’aiuto di mia madre Salvina e soprattutto dei miei nonni, Mario e Rosa, che mi hanno insegnato tutto quello che so del nostro mestiere”, racconta Mario. Qui funziona così, all’antica, che i figli portano sempre il nome dei nonni: e il suo primogenito, che oggi ha sette anni, si chiama ovviamente Giuseppe, come suo padre. “Spero che un giorno sia lui che il suo fratellino Nicholas, che ha ancora due anni, imparino, come ho fatto io, ad amare questo lavoro”.

Mario oggi ha 33 anni, si è sposato con Graziana e, esattamente come fecero i suoi genitori, insieme a lei vive qui, dove c’è il suo frantoio. Tutti i suoi ricordi e il patrimonio dei suoi saperi sono indissolubilmente legati a questo posto: “Non ho mai avuto un dubbio – conferma – sul fatto che da grande avrei fatto questo, portare avanti l’azienda di famiglia. Di certo non mi aspettavo di doverlo fare così presto, così giovane. Ma per questo devo ringraziare assolutamente i miei nonni: a diciassette anni non è facile avere la testa a posto, essere fermi e determinati. Ora, e solo ora, posso dire che è andato tutto bene, che questa azienda è al sicuro e che, pur tra tanta fatica e tanti sacrifici, stiamo cercando di mantenere ben affermata la sua posizione sul mercato. Ma è chiaro che non è stato tutto facile, né tutto scontato: in un primo momento uno vuole fare tante cose, anche senza saperle, e non c’è dubbio che ho commesso tanti errori”.

Ma in questi anni, che sono pochi ma a lui sembrano già così tanti, essendo al lavoro da quando era poco più che un ragazzino, Mario Scifo ha fatto anche tante scelte azzeccate per dare alla sua azienda l’impronta giovane e proiettata verso il futuro a cui la sua voglia di fare lo ha portato: “Era necessario avviare un processo di innovazione, per resistere sul mercato. Così ho cominciato quasi subito cambiando tutti i macchinari, le attrezzature, gli impianti di produzione. Da lì ho ricominciato il lavoro di una nuova era dell’azienda”.

Passeggiando tra distese di ulivi che qui, tra le campagne di Chiaramonte Gulfi, sembrano davvero interminabili, osservando i tronchi secolari e le fronde appena alleggerite dal carico di olive grazie a settimane intere di lavoro, la saggezza antica di questo mestiere quasi si respira, se ne intuiscono i segreti e soprattutto la fatica, la pazienza, la costanza.

Nel periodo della raccolta delle olive – racconta Mario – qui si lavora anche sedici o diciotto ore al giorno, ininterrottamente. Insieme a me ci sono quattro dipendenti, più due stagionali. Ma soprattutto ci siamo io e mia moglie Graziana, che siamo sempre presenti e attenti e lavoriamo tutto il giorno”. Del resto qui a Chiaramonte di aziende che producono olio ce ne sono parecchie, vecchie o nuove, alcune più piccole ma altre anche molto più grandi di questa, tutte impegnate a mantenere alto il buon nome dell’Olio Dop dei Monti Iblei. “Siamo tutti molto attenti alla tradizione e alla produzione di qualità – conferma -, anche perché il nostro olio viene esportato in tutta Italia e anche all’estero e viene considerato un prodotto di nicchia, tra le produzioni italiane di grande eccellenza”. Un’eccellenza il cui segreto sta tutto lì, negli insegnamenti che sono passati di padre in figlio, nella quotidiana confidenza con i gesti e i tempi, nell’amore per ogni singolo albero e nella cura con cui vengono raccolti i suoi frutti: “Non si studia per fare questo mestiere – commenta Mario, ridendo -, ma sta tutto nell’esperienza, che si consolida e si arricchisce attraverso le generazioni”.

Naturalmente la crisi è arrivata anche qui, ma Mario, con la complicità della sua giovane età, della tempra semplice ma robusta, della serenità con cui affronta le responsabilità, non si è lasciato intimorire e ha deciso, semplicemente, che bisognava trovare un modo per andare avanti. “Era arrivato il tempo di diversificare – conferma –, di crescere. Così abbiamo dato vita al nostro palmento e da quattro anni abbiamo iniziato anche a fare la produzione del vino, che sta andando molto bene”. Insomma, adesso sulle tavole dei buongustai il nome di Mario Scifo non arriva più solo sulle bottiglie dell’olio, ma anche su quelle del vino, portando in Italia e all’estero la genuinità e il gusto di queste generose terre.

0 0 2371 19 dicembre, 2013 Business , Enogastronomia dicembre 19, 2013

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