ROBERTA CON PLACIDO
  • ROBERTA CON PLACIDO “IN ATTESA DELL’AMORE PIÙ GRANDE”
  • ROBERTA CON PLACIDO “IN ATTESA DELL’AMORE PIÙ GRANDE”
  • ROBERTA CON PLACIDO “IN ATTESA DELL’AMORE PIÙ GRANDE”
Pubblicato da

ROBERTA CON PLACIDO “IN ATTESA DELL’AMORE PIÙ GRANDE”

Le storie d’amore possono essere passionali, travolgenti, romantiche ma anche incredibilmente normali, talmente normali da rappresentare, in un mondo caratterizzato sempre più da “rapporti liquidi”, un modello da emulare e da narrare a futura memoria. È il caso di Placido Abbate e Roberta Cicero, convolati a nozze lo scorso anno, entrambi modicani, ed ora in attesa del loro primogenito

Di Enzo Scarso – Foto Simone Aprile

Freetime 44  - maternità - Roberta CiceroDue tipi affascinanti, eleganti, garbati, belli tanto fuori quanto dentro… Bancario lui, avvocato lei. Entrambi in carriera ma non per questo distratti nel coltivare e rinvigorire rapporti di amicizia e mantenere ben saldi gli imprescindibili rapporti in famiglia. La loro storia ve la voglio raccontare perché non è una favola ma qualcosa che, nella sua normalità, va molto oltre. È un sogno che si arricchisce ogni giorno che passa dinuove immagini, sino a trasformarsi da ciò che era una antipatia, in un solido ed intrigante legame. Tutto inizia nel 2008. Impegnata nella preparazione della tesi a Modica, il primo suo incontro fortuito in estate con Placido non lasciò di certo il segno. Lo bollò subito come antipatico. Eppure è proprio in quell’istante che il perfido Cupido, armato d’arco e di faretra, iniziò scagliare contro di loro i suoi dardi. Galeotto fu un messaggio che Placido le scrisse dopo qualche tempo da quell’incontro e che per pudore non vi riportiamo. Fatto sta che subito dopo la laurea a Firenze ed il ritorno a Modica a dicembre, quell’antipatia confidata alle amiche, aveva ormai tutti i crismi di una bella storia d’amore.

Da lì a poco la convivenza nel provvisorio quanto accogliente e caloroso loro nido d’amore in compagnia di Vespa, il nome della loro inseparabile meticcia, e di qualche Vespa d’epoca, il mitico scooter della Piaggio, di cui Placido è collezionista incallito. Il resto fa parte di quella normalità che brilla di una luce accecante: il matrimonio di cui molti ricordano ancora la magica atmosfera che lo circondò, ed il progetto di una nuova casa in grado di poter ospitare Vespa, le Vespe ma soprattutto Lui: Il bebè in arrivo. Roberta è proiettata sulla sua gravidanza, sul come portarla avanti nel modo migliore e sul senso di responsabilità che ha da subito sentito nei confronti di questo “esserino” che porta in grembo. Si dice per nulla provata delle piccole rinunce che il suo stato le impone, come qualche sigaretta fumata nei momenti di pausa al lavoro oppure una dieta più controllata.
Placido invece nel raccontare il turbinio di emozioni provate sin dal giorno in cui hanno saputo dell’arrivo del piccolo, aggiunge anche qualche riflessione tipica della sua indole caratteriale: “Il nostro giorno più bello ed importante come coppia coinciderà anche con il giorno in cui ogni nostra azione ed ogni nostro comportamento saranno non più fini a stessi ma importanti per nostro figlio. Dapprima perché, piccolo ed indifeso, avrà bisogno di noi per crescere bene, poi, mano a mano che si farà grande, perché possa mettere in pratica tutti gli insegnamenti ed i valori che speriamo riusciremo a trasmettergli”.

Freetime 44  - maternità - Roberta CiceroSaremo orgogliosi di nostro figlio – mi raccontano – non soltanto per i successi che gli auguriamo possano essere tanti nella sua vita, ma soprattutto se riuscirà a distinguersi per altruismo e disponibilità verso gli altri”. Per stemperare l’inevitabile emozione che leggo nei loro occhi, scherzo chiedendo loro di proiettarsi nel tempo ed immaginare il momento in cui porterà la fidanzatina a casa. Come prevedevo in Roberta, nonostante parole che nascondevano altro, ho letto un pizzico di sana gelosia, in Placido un neanche tanto velato orgoglio. Ma ancora è troppo presto per pensarci, adesso occorre preparare il corredino e le ultime cose che occorrono per il grande giorno e, mentre si lasciano andare ad un abbraccio dal sapore quasi adolescenziale, io nel congedarmi mi sento fortunato ed orgoglioso di essere loro caro amico, di aver vissuto sin dal suo sbocciare la loro storia d’amore suggellandola ufficialmente in qualità di loro testimone di nozze e, soprattutto, perché ho la consapevolezza che regaleranno a loro figlio la più grande delle libertà: quella di scegliere che uomo vorrà essere.

0 0 2099 12 gennaio, 2015 gennaio 12, 2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.