GIUSY E LA SUA SUPER FAMIGLIA CHE SFIDA I NUMERI
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GIUSY E LA SUA SUPER FAMIGLIA CHE SFIDA I NUMERI

In netta controtendenza rispetto a donne che sempre meno decidono di dedicarsi alla maternità, Giusy Buscema a 37 anni ha deciso di scommettere sul quarto figlio. Insieme al marito Virgilio, originario dall’Albania, con cui vive a Rosolini, lanciano la loro sfida alla società moderna: “I bambini non hanno bisogno di troppe parole, ma di un abbraccio sincero”
Di Santina Giannone – Foto Simone Aprile
Freetime 44 - maternità - giusyIl sorriso accogliente di Jennifer, lo sguardo birichino di Gioele, i ricci scompigliati di Ilary: Giusy se li ritrova tutti attorno ogni mattina al risveglio, mentre si arrampicano sul lettone, rispettivamente sette, cinque e due anni, per iniziare insieme la giornata. Del quarto (o quarta) sa ancora poco, nella paziente attesa di scoprirlo.
“Non è sempre facile” sorride la super mamma: “ma è l’unica vita che vorrei vivere”. Giusy Buscema, 37 anni, rosolinese, ha deciso di assecondare la vocazione che si sentiva crescere dentro fin da piccola: fare la mamma a tempo pieno e dedicare tutto il suo tempo ad una famiglia grande e numerosa. Sarà per questo che ha scelto di coronare il suo sogno d’amore con Virgilio, 32 anni, proveniente dall’Albania. “Il nostro passato è molto diverso – racconta Giusy – io sono figlia unica e ho sofferto molto la solitudine, soprattutto quando volevo condividere qualche esperienza, un’emozione, o chiedere qualche consiglio. Lo facevo con le mie amiche, certo; ma non è la stessa cosa. E così ho deciso di colmare il vuoto che mi aveva accompagnato nei miei anni dell’adolescenza e della giovinezza con una grande famiglia”. Virgilio Beqiri, da quasi vent’anni in Italia, invece, il problema non se l’è proprio posto: “A casa mia eravamo cinque maschi e una femmina e ho sempre pensato che la famiglia fosse quella, liti e dispetti inclusi, ma tanta compagnia e sempre qualcuno disponibile ad aiutarti e ad ascoltarti”.

Una scelta di stile, anzitutto; ma anche una scelta di vita per una gestione economica non sempre facile. Eppure non c’è traccia di preoccupazione sui loro volti quando ne parlano, nessuna ruga a marcare il sorriso e nessuna ombra a oscurare lo sguardo: “Virgilio è attualmente disoccupato – racconta Giusy -, ma riusciamo a farcela con dei lavoretti saltuari. Io non lavoro, ma per fortuna ho una famiglia splendida alle spalle che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto. Siamo certi che la nostra famiglia è solida perché fondata sulla fede. Ci occupiamo del presente e del futuro, ma non ce ne preoccupiamo, proprio come dice la Bibbia: ‘Guardate gli uccelli dei campi: non seminano né mietono, eppure il Padre vostro celeste li nutre’. Siamo certi che c’è chi si prende cura di noi e questo ci rende sereni”.

Freetime 44 - maternità - GiusyUn atteggiamento che non è stato però sempre naturale: “Ho dovuto imparare molto mentre facevo la mamma. È proprio vero che è più quanto ricevi dai figli, che quello che dai. E per fortuna ho sempre avuto accanto Virgilio; lui ha un atteggiamento molto meno ansioso di me nei confronti della vita; all’inizio, quando pensavamo di uscire con la prima bimba o dopo che è arrivato anche Gioele, preparavo tutto in anticipo: i pasti, il borsone, la lista della spesa, i vestiti da indossare. Pian piano Virgilio mi ha portato ad allentare la presa dello stress. Oggi capita spesso che la domenica ci alziamo e decidiamo sul momento cosa fare”. Sotto le lunghe ciglia scure Virgilio sembra vedere ogni cosa semplice.

Il suo sguardo si posa sui bambini, poi sulla testa ricciuta di Giusy, torna a scorrere sulle mani intrecciate nei giochi. “Cosa vorrei dire a chi diventa genitore per la prima, ma anche per tutte le successive volte? Di non scoraggiarsi. Di guardare avanti senza perdere tempo a spiegare troppe cose. Riempiamo la testa dei nostri figli di parole e tante volte non riusciamo a trasmettere loro un’emozione abbracciandoli. Forse dovremmo semplicemente ripartire da qui”. Ed è da qui che tutti e cinque ripartono, anzi tutti e sei. Non si sa ancora se il quarto sarà il terzo fiocco rosa della famiglia o il secondo fiocco azzurro; le scommesse e le dispute si sommano ogni sera, attorno alla tavola, mentre i tre bimbi accarezzano il pancino della mamma che inizia a spuntare. “Abbiamo una sola certezza: – sorride Giusy – che ad aprile, quando nascerà, gli vorremo bene moltissimo; sentiamo già che fa parte della nostra famiglia”. Se l’affetto è merce rara che aumenta, dividendolo, funzionerà così anche per le energie? “Ne ho abbastanza anche per il quarto” gongola Giusy, sfoderando i muscoli di mamma.

Salvo poi indossare la sua migliore espressione perplessa e imbarazzata quando il marito rilancia: “Dopo il terrore che mi ha suscitato il primo parto, adesso riesco a starle accanto anche in quel momento con maggiore forza. E non è ancora detto che ci fermiamo, secondo me cinque è il numero perfetto…”.
Li lasciamo così, mentre Giusy si affaccenda ai fornelli e Virgilio organizza la truppa intorno alla tavola. A volte è proprio vero che i conti non tornano. Ma chissà che, quando accade, non sia la parte migliore.

0 0 1253 13 gennaio, 2015 gennaio 13, 2015

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